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Roberto Fico contro Salvini: “Saviano è sotto scorta, querela è un errore”

titoli di Sky TG24 delle ore 18 del 5/04

2' di lettura

Il presidente della Camera, al Festival del giornalismo, è tornato sulla denuncia del vicepremier contro lo scrittore per diffamazione: “Io non l'avrei mai denunciato”. Il ministro dell’Interno: “Non so come reagirebbe il signor Fico se gli dessero del malavitoso”

"Visto che il ministro dell'Interno ha il potere di decidere sulle scorte e Saviano è sotto scorta, io non l'avrei mai denunciato. È un errore bello e buono". La critica al ministro dell’Interno arriva dal presidente della Camera Roberto Fico che, al Festival internazionale del giornalismo di Perugia, è tornato sulla vicenda della querela per diffamazione presentata dal vicepremier nei confronti dello scrittore lo scorso luglio.

Fico: “Mafia e criminalità sono potentissime, difendiamo i giornalisti scortati”

Sul tema delle querele temerarie, poi, Fico ha detto che “si può risolvere in due modi. Il primo è: se perdi la causa mi dai quello che hai chiesto come risarcimento. Il secondo: aboliamo la possibilità di querela e difendiamo tutti i giornalisti che sono scortati. Purtroppo siamo un Paese dove mafia e criminalità sono potentissime".

La replica di Salvini: “Non so come reagirebbe Fico se gli dessero del malavitoso”

La replica di Matteo Salvini al presidente della Camera non si è fatta attendere: "Io avrò tanti difetti, ma non permetto a nessuno di darmi del malavitoso. Non so come reagirebbe il signor Fico se gli dessero del malavitoso - ha detto il leader della Lega - A me si può dare di tutto e di più, ma siccome combatto la malavita, combatto la mafia, nessuno mi dà del malavitoso".

La vicenda

Lo scorso luglio Salvini ha denunciato Saviano per diffamazione a mezzo stampa per alcune “affermazioni lesive dell'onore e della reputazione del sottoscritto e del ministero dell'Interno": "Scrivere che sono il ministro della malavita? Non ti puoi permettere. Posso stare simpatico o antipatico ma darmi del mafioso o dell'assassino non penso faccia parte della critica o del libero pensiero. Si tratta di cazzate, di cui Saviano risponderà in tribunale”, aveva spiegato il leader della Lega. “Io non ho paura”, aveva replicato lo scrittore, che pochi giorni dopo è stato indagato dalla Procura di Roma come atto dovuto.

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