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Migranti, accordo governo: 10 affidati a Chiesa Valdese. Ricollocamenti, Ue apre a Italia

4' di lettura

L'Unione europea pronta a un incontro. Nell'esecutivo italiano intesa raggiunta. Conte: "Rivendico la soluzione ma resta la linea di rigore". In Italia arriveranno bambini con genitori, saranno affidati "senza oneri per lo Stato” al centro accoglienza di Scicli (Ragusa)

L'Unione Europea apre al governo italiano sui ricollocamenti a livello europeo. Una portavoce della Commissione europea ha dichiarato infatti che "il Commissario Avramopulos è disposto ad incontrare il governo italiano per discutere di misure supplementari che possano essere prese per regolare il problema" dei ricollocamenti. L'apertura arriva dopo l'accordo all'interno dell'esecutivo italiano sui migranti sbarcati a Malta dopo aver trascorso 19 giorni in mare a bordo delle navi Sea Watch e Sea Eye. In un vertice in nottata il premier Giuseppe Conte ha ottenuto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini il via libera all'intesa da lui siglata con l'Unione europea. In Italia arriveranno, non si sa ancora quando e come, "poco più di dieci" persone: bambini, con la mamma e il papà. Saranno affidati alla Chiesa valdese "senza oneri per lo Stato”, nel centro accoglienza di Scicli (Ragusa) gestito dalla Federazione delle Chiese evangeliche. Intanto, una barca a vela con a bordo 51 migranti è arrivata nelle prime ore di questa mattina sulla costa crotonese (LO SPECIALE MIGRANTI). 

Conte: "Rivendico la soluzione ma resta linea del rigore"

A tornare sulla vicenda e sull’accordo con Salvini in giornata è lo stesso Conte, che in un video pubblicato su Facebook assicura: "Assolutamente non è cambiata la linea del governo in materia di immigrazione. Il governo è compatto”. Il premier rivendica la decisione di accogliere 10 migranti da Sea Watch e Sea Eye, anche se ribadische che è “una soluzione eccezionale” che “non mette in discussione la linea di fermezza e la coerenza della nostra azione". Poi un altro sollecito ai Paesi europei: "Vogliamo che anche gli altri Stati Ue si facciano carico e diano seguito agli impegni assunti. L'Italia è coerente, continuerà a contrastare il traffico illecito di vite umane e a tutelare gli interessi degli italiani".

Salvini: governo compatto

L’intesa a Palazzo Chigi è arrivata dopo giorni di scontro a distanza. Anche ieri il tira e molla ha rischiato di far saltare l’incontro. A vertice in corso, via Twitter, Salvini ha scritto: "Io non mollo". Ma alla fine l’accordo è arrivato, sulla base di due binari: il primo è la condizione che non ci sia nessun costo per "gli italiani" (di qui “l’aiuto" accettato dalla Chiesa valdese). Il secondo è alzare la voce in Europa perché sette Paesi, a partire dalla Germania, accolgano 200 migranti sbarcati lo scorso anno in Italia e sui quali si erano impegnati. Fonti leghiste fanno sapere che Salvini è "molto soddisfatto" perché "il governo è compatto sulla linea rigorosa, porti chiusi, lotta agli scafisti e alle ong" (L'ANNUNCIO DELLO SBARCO A BORDO DELLA SEA WATCH). Una linea confermata da un altro tweet del vicepremier che spiega: "Non cambio idea, anzi faccio due passi in avanti. Ogni nuovo eventuale arrivo dovrà essere a costo zero per gli Italiani. L’immigrazione la gestisce il ministro dell’Interno".

Di Maio: con Conte e Salvini sempre soluzione

Il vertice di ieri è durato tre quarti d'ora ed è stato "molto cordiale", ha aggiunto il vicepremier Luigi di Maio affermando che con "Giuseppe e Matteo si trova sempre una soluzione. Finché ci sarà questo rapporto tra noi tre il Governo andrà avanti a lungo", ha detto.

Malta: sdegno per le false accuse di Salvini

Polemiche invece arrivano da Malta che attacca Salvini: "Il governo maltese esprime sdegno e sorpresa per le false accuse del ministro Salvini" e "invita il governo italiano a rivedere i suoi dati e astenersi dal ripeterle in futuro". La nota dell'esecutivo di La Valletta è la risposta alle affermazioni di Salvini su "presunti impegni di ridistribuzione volontaria non rispettati da parte degli stati dell'Ue", tra cui Malta. Salvini aveva detto ieri che "i Paesi europei si erano impegnati a prendere 650 migranti sbarcati in Italia, ma solo 150 sono stati effettivamente redistribuiti".

Data ultima modifica 10 gennaio 2019 ore 19:44

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