Tria conferma la manovra: "No a patrimoniale, sarebbe un suicidio"

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Il ministro dell’Economia in audizione in Parlamento: “Il rallentamento rafforza gli obiettivi della nostra azione. Poi l'incontro col presidente dell'Eurogruppo Centeno che avvisa: "Italia dimostri impegno in legge di bilancio" Di Maio: “Deficit non supererà mai 2,4%”

"È ovvio che non si farà la patrimoniale, sarebbe un'azione suicida". Con queste parole il ministro dell'economia, Giovanni Tria ha aperto le audizioni in Parlamento, difendendo a spada tratta l'impostazione della manovra. "Non stiamo parlando di situazioni greche", afferma Tria. "Gli aggiustamenti che possono essere fatti sono tanti e in modo molto più puntuale, senza implicare elementi di emergenza". E per questo la manovra non comporterà sforzi aggiuntivi o misure correttive né, appunto, il ricorso a patrimoniali. Il governo va quindi avanti sulla legge di bilancio (LE MISURE PREVISTE), nonostante le lettere dell'Ue che hanno rigettato la manovra italiana. E con ogni probabilità l'Italia rimanderà a Bruxelles un progetto di bilancio sostanzialmente identico a quello già bocciato dalla Commissione Ue. Il vicepremier Luigi Di Maio, in conferenza alla stampa estera, garantisce che non si andrà “mai oltre il 2,4% di deficit che abbiamo fissato nella legge di bilancio”. Ed oggi si è tenuto un incontro tra il ministro Tria e il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno. "Non ho dubbi sull'impegno dell'Italia per l'euro e la crescita sostenibile. E' essenziale che la legge di bilancio dimostri questi impegni", ha detto Centeno. "Per evitare questa procedura sul debito noi dovremmo fare una manovra di restrizione fiscale violentissima, andare a un deficit dello 0,8%, che per una economia in forte rallentamento sarebbe un suicidio, non credo che la Commissione si aspetti una reazione di questo tipo anche se formalmente rispettosa delle regole di bilancio", ha spiegato Tria.

Tria: "Preoccupazioni Ue non fondate su contenuto manovra"

"Abbiamo avuto un confronto sulle rispettive opinioni sulla manovra di bilancio italiana che come voi sapete preoccupa gli stati membri. Noi abbiamo spiegato che queste preoccupazioni non sono fondate sul contenuto reale della nostra manovra di bilancio", ha aggiunto Tria dopo l'incontro con il presidente Centeno. "E' interesse di tutti che il dialogo in corso produca risultati positivi, ci sono dubbi che aleggiano sul mercato sulla strategia finanziaria dell'Italia, portata avanti con una serie di costi per lo stato, le aziende e i cittadini", ha detto Centeno. Lo scambio di lettere in corso è per Centeno "una nuova opportunità per togliere tutti i dubbi e riaffermare la fiducia di imprenditori, investitori e partner europei, elemento chiave per la crescita”.

Tria: “Rallentamento rafforza obiettivi manovra”

La manovra 2019 è stata pensata "per uscire dalla trappola della bassa crescita", aveva detto in mattinata Tria, durante l'audizione in Parlamento. Il rallentamento dell'economia evidenziato dagli ultimi dati, infatti, "anche alla luce dell'incertezza internazionale, rafforza ulteriormente gli obiettivi della manovra, contrastare il rallentamento della crescita e fornire uno stimolo con gli investimenti pubblici”, ha aggiunto il ministro, ricordando l'impatto espansivo della legge di bilancio, pari allo 0,6% del Pil. A proposito dell'incertezza internazionale, Tria ha aggiunto che "lo spread preoccupa ma non dipende dal deficit". ”Ribadisco un concetto fondamentale: non esiste stabilità economica senza stabilità sociale”, ha detto anche Tria, sottolineando quanto siano fondamentali il reddito e la pensione di cittadinanza per la lotta alla povertà, i cui dati "sono inaccettabili". Tria ha poi rassicurato: "Non si farà la patrimoniale, sarebbe un'azione suicida".

Tria: "Risposta a Ue? Prima calcoli per confermare le stime"

Sui tempi della risposta del governo alla Commissione dopo la bocciatura della manovra, che l'Italia dovrebbe presentare entro il 13 novembre, Tria ha detto che "ancora non posso dire" quando sarà inviata la replica alla Ue "i termini sono stati posti in modo molto molto ristretto, ci si deve consentire di rispondere in modo documentato e ri-stimando tutte le nostre previsioni e vedere se è necessario cambiarle o se confermiamo le nostre stime. Se riusciamo la mandiamo prima altrimenti rispetteremo i termini".

Incontro Centeno-Conte

Il presidente dell'Eurogruppo Centeno nella sua visita ha affrontato il tema caldo della manovra anche con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con cui lo scambio si è concentrato , in particolare, sulle "riforme strutturali". L'incontro con Centeno, ha detto Conte, "si è svolto in un clima di sereno e costruttivo dialogo. Ci siamo soffermati sugli aspetti della nostra manovra economica che più direttamente riguardano il piano degli investimenti e le riforme strutturali. Il governo italiano sta predisponendo interventi legislativi e avviando progetti di investimento volti a rilanciare la crescita economica e lo sviluppo sociale", ha spiegato Conte.

Di Maio: "Nella legge di bilancio fondi per reddito e quota 100"

Nel suo discorso Tria ha anche parlato di reddito di cittadinanza e quota 100, spiegando che per queste misure "è previsto un collegato ma anche la possibilità di decreti legge per partire". Intanto anche Di Maio, in conferenza alla stampa estera, ha parlato dell'apparente assenza del reddito di cittadinanza nella legge di bilancio. E ha spiegato: "La legge di bilancio stanzia i fondi (9 per reddito e 7 per quota 100) e mette le norme che non sono ordinamentali. Poi, appena sarà approvata la legge di bilancio, il Consiglio dei ministri varerà un decreto legge, che terrà dentro le norme ordinamentali del reddito e il sistema di quota 100". "Non si può fare altrimenti", ha chiarito il vicepremier. Il leader pentastellato ha poi aggiunto che ”il debito non deve rappresentare una colpa degli italiani. Il nostro obiettivo è ridurlo facendo degli interventi che ridanno diritti ai cittadini, col massimo dialogo con l'Ue e mai oltre il 2,4% di deficit che abbiamo fissato nella legge di bilancio”. Mentre sull'ipotesi di uscire dall'Euro, rassicura: ”Ho improntato il mio ruolo di capo politico sul fatto che dall'euro non si debba più uscire e questo non solo lo garantisco come capo politico del movimento ma anche a nome del governo come vicepremier".

Bankitalia avverte: "Aumento spread molto costoso"

Ma di manovra parla anche Bankitalia, con il vicedirettore generale, Luigi Federico Signorini, che in audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato ha sottolineato quanto gli obiettivi di crescita prefigurati dal governo per il prossimo anno siano una prospettiva "ambiziosa" e apparentemente "elevata". "Una politica di bilancio espansiva, pur utile in fasi cicliche avverse, non garantisce la crescita nel medio termine e può metterla in pericolo a lungo andare", ha detto. Signorini ha poi messo in guardia circa l'aumento dello spread che "è già costato al contribuente quasi 1,5 miliardi di interessi in più negli ultimi sei mesi" e che potrebbe costare "oltre 5 miliardi nel 2019 e circa 9 nel 2020, se i tassi dovessero restare coerenti con le attuali aspettative dei mercati". Per questo, ha sottolineato, "occorre abbattere l'aumento " perché i "segnali che gli investitori percepiscono sono importanti".

Data ultima modifica 09 novembre 2018 ore 21:18

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