Garante dei detenuti: gravi criticità in Cpr. Viminale: colpa migranti

Politica
Il Cpr di Torino (La Presse)
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Quattro i centri di permanenza per il rimpatrio visitati quest’anno da Mauro Palma, che ha riscontrato l’assenza di locali in comune. Ogni sforzo compiuto viene “vanificato dai continui e violenti comportamenti degli ospiti”, replica il dipartimento immigrazione

Botta e risposta tra il Garante per i diritti dei detenuti e il Viminale sulle condizioni degli ex Centri per l'identificazione e l'espulsione (CIE), oggi Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR), di Brindisi-Restinco, Palazzo San Gervasio (PZ) e Bari (dal 19 al 22 febbraio 2018) e di Torino (2 marzo 2018). Un rapporto del Garante Mauro Palma ha evidenziato fattori di "gravi criticità" riscontrati nei quattro Cpr visitati quest'anno. Immediata la replica del Viminale, che ha risposto che spesso la "colpa è dei migranti".

"Gravi criticità"

Nel rapporto, il Garante denuncia una "mancata attenzione emersa nei confronti del precedente Rapporto relativo alle visite ai luoghi di privazione della libertà per migranti effettuate nel proprio primo anno di attività". Il rapporto riferisce anche che, come illustrato al Parlamento, sono state riscontrate "scadenti condizioni materiali e igieniche delle strutture, assenza di attività, mancata apertura dei Centri alla società civile organizzata, scarsa trasparenza a partire dalla mancanza di un sistema di registrazione degli eventi critici e delle loro modalità di gestione, non considerazione delle differenti posizioni giuridiche delle persone trattenute e delle diverse esigenze e vulnerabilità individuali, difficoltà nell'accesso all'informazione, assenza di una procedura di reclamo per far valere violazioni dei diritti o rappresentare istanze, sono solo alcuni dei nodi critici riscontrati che perdurano anche nell'attuale fisionomia dei Centri".

In particolare, si legge, "in linea generale lo stato di manutenzione degli ambienti dei Centri visitati appare accettabile mentre fattori di grave criticità sono rappresentati dall'assenza di locali e ambienti per le attività in comune, dalla configurazione dei luoghi e dalla privazione di alcuni elementi di arredo, che pregiudicano pesantemente la qualità della vita all'interno delle strutture e determinano il rischio di situazioni di degrado anche nell'esercizio dei più elementari diritti primari". 

La replica del Viminale

Il Viminale, replica il capo del Dipartimento Immigrazione Gerarda Pantalone, è "costantemente impegnato" a migliorare i Centri e mantenere standard di vivibilità, "nel pieno rispetto dei diritti della persona e della sua dignità; ma ogni sforzo compiuto, con significativi oneri, viene spesso vanificato dai continui e violenti comportamenti degli ospiti in danno dei locali e degli arredi, con dirette negative conseguenze sulle loro stesse condizioni di vita".

15 persone arrestate per disordini nel Cpr di Torino

Ieri, intanto, quindici persone sono state arrestate dalla polizia per la tentata rivolta di mercoledì 17 ottobre al Cpr di Torino. Secondo gli investigatori, sono state loro ad aver provocato le tensioni nella struttura di corso Brunelleschi, dove, all'interno di quattro moduli abitativi, è stato dato fuoco a materassi e masserizie. L'accusa è danneggiamento.

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