Senato approva taglio vitalizi, Di Maio: “Anche Regioni o stop fondi”

Politica
Il M5s festeggia fuori da Palazzo Madama dopo l'approvazione della delibera (Ansa)

Dopo la Camera, anche il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama ha dato l'ok alla delibera. I senatori di Forza Italia e Pd escono al momento del voto. Il vicepremier: “Promessa mantenuta. Questo privilegio non esisterà più per nessuno”. Il M5s festeggia

Dopo l’ok della Camera lo scorso 12 luglio, anche il Senato ha approvato la delibera sul taglio dei vitalizi per gli ex parlamentari presentata dal presidente di Montecitorio Roberto Fico (QUANTO SI RISPARMIA TRA CAMERA E SENATO). Il provvedimento è stato approvato dal consiglio di presidenza con 10 pareri favorevoli, un astenuto e senza i voti dei senatori di Forza Italia e del Partito Democratico, che al momento del voto sono usciti. Il vicepremier Luigi Di Maio esulta: "Detto, fatto. Promessa mantenuta. Bye bye vitalizi anche per gli ex senatori. Questo privilegio non esisterà più per nessuno. Evviva!". Poi annuncia che nella manovra di bilancio ci sarà una norma che impone alle Regioni di tagliare i vitalizi, così come accade per Camera e Senato. Il vicepremier ha spiegato che in assenza di questi tagli si bloccheranno i trasferimenti per pagarli. Di Maio ha poi detto che domenica, in occasione della festa nazionale del M5s al Circo Massimo, verrà celebrato “un taglio a privilegi di parassiti che hanno mangiato sulle spalle dei cittadini per troppi anni”. Intanto i senatori del M5s hanno festeggiato davanti all'ingresso principale di Palazzo Madama, esponendo un doppio striscione con la scritta "56 milioni di euro risparmiati" e "#bye bye vitalizi”.

Fraccaro: Parlamento recupera dignità

Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta, è stato tra i primi a commentare. "Con la cancellazione dei vitalizi anche al Senato si può archiviare la Seconda Repubblica: è la fine di un sistema politico fondato sui privilegi e l'inizio di una nuova stagione all'insegna dell'etica istituzionale. Mettiamo fine all'era della casta, il Parlamento recupera finalmente la propria dignità: è una vittoria dei cittadini che hanno chiesto e ottenuto il cambiamento".

D’Incà (M5s): Orgogliosi di aver mantenuto questa promessa”

"L'era della casta è finita”, ha detto il questore della Camera dei Deputati e portavoce del M5s, Federico D'Incà. “Il privilegio di pochi diventa un diritto di tutti, quello al risparmio di risorse pubbliche. Siamo orgogliosi di aver mantenuto questa promessa e di poter restituire agli italiani 280 milioni a legislatura che potranno essere reinvestiti in servizi per i cittadini".

Lega: contro i privilegi di pochi in favore di tutti gli italiani

Esulta anche la Lega, con i senatori Paolo Arrigoni, Roberto Calderoli, Tiziana Nisini e Paolo Tosato che parlano di uno “stop a vecchi e assurdi privilegi” raggiunto “in tempi rapidissimi, per portare avanti una battaglia della Lega e per mantenere una promessa che le forze del Governo del Cambiamento hanno fatto ai cittadini. Dalle parole ai fatti, contro i privilegi di pochi, in favore di tutti gli italiani".

I ricorsi

Dopo l’approvazione alla Camera c’era stata un’ondata di ricorsi. A fine settembre erano più di 1100. Ora verranno vagliati in prima istanza dal Consiglio di Giurisdizione della Camera, che inizierà l'esame il 7 novembre con le richieste di sospensiva cautelare. Nel frattempo il taglio dei compensi, che dovrebbe scattare dal prossimo gennaio, verrà sospeso fino a quando lo stesso Consiglio non avrà esaminato i ricorsi. Altro tempo. In ogni caso gli ex onorevoli hanno già fatto sapere che sono pronti a dare battaglia fino alla Corte di Giustizia europea.

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