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Moscovici a Salvini: "Xenofobo". La replica "Parli a vanvera"

3' di lettura

Alta tensione tra Bruxelles e Roma, con le ultime frecciate del Commissario europeo, mentre il governo ultima la Nota di aggiornamento al Def. Delle ultime ore anche l'attacco del vicepremier al presidente della Commissione Ue Juncker: "Parlo solo con persone sobrie"

Non siamo ancora allo scambio di “cortesie” ben poco istituzionali tra Matteo Salvini e il suo collega ministro dell’Interno lussemburghese Jean Asselborn ma la tensione tra Roma e Bruxelles si taglia a fette. Tra il governo e la Commissione europea ormai è uno stillicidio di dichiarazioni quasi quotidiane ispirate al reciproco dileggio. L’ultimo giudizio tranchant è del commissario europeo agli Affari Economici. “Come gli ungheresi anche gli italiani hanno optato per un governo decisamente euroscettico e xenofobo che, sulle questioni migratorie e di bilancio, sta cercando di sbarazzarsi degli obblighi europei”, accusa Pierre Moscovici. Parole pesanti che arrivano mentre il governo è impegnato a mettere a punto la nota di aggiornamento al Def con l’ormai decantato 2,4% di deficit rispetto al Pil nel 2019 che a Bruxelles vedono come uno spauracchio che rischia di affondare l’eurozona. Piccata la replica del vicepremier Salvini all’invasione di campo della Commissione europea. "Moscovici parla a vanvera, in Italia non c'è nessun razzismo o xenofobia, ma finalmente un governo scelto dai cittadini che ha bloccato gli scafisti e chiuso i porti ai clandestini. Siamo stufi degli insulti che arrivano da Parigi e da Bruxelles". L’impegno del governo a far scendere gradualmente il deficit nel 2020 e nel 2021 non ha impedito allo stesso Moscovici di ribadire che si tratta di “un buon segnale che però richiama l'Italia alle regole dell’Unione che – sottolinea - la Commissione farà rispettare”.

L'attacco di Salvini a Juncker

Poi Salvini riapre lo scontro con i suoi bersagli preferiti: i politici lussemburghesi con cui sembra diventata una questione personale. Dopo il collega Asselborn torna a prendersela con il presidente della commissione europea Jean Claude Juncker, anche lui proveniente dal Gran Ducato. "Se qualcuno va su Google – dice il ministro dell’Interno - e digita Junker sobrio o barcollante, troverete delle immagini abbastanza evidenti...". Dalla Commissione un portavoce del presidente ribadisce il suo legame con gli italiani. “Juncker rispetta e ha affetto per l'Italia e gli italiani e questo è ben noto" avendo trascorso "la maggior parte della sua gioventù circondato da italiani, non c'è bisogno di ribadire questa sua posizione molto molto chiara". Intanto nel corso dell’incontro con i parlamentari italiani dell’Europarlamento il ministro degli Affari europei Paolo Savona vuole togliersi di dosso il marchio di nemico della moneta unica. "Non intendo intraprendere alcuna azione contro l'euro, anzi voglio rafforzarlo".  E contro gufi che prevedono il crollo dei nostri conti pubblici Savona è lapidario: “Escludo qualsiasi possibilità di default del debito italiano”.

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