Reddito di cittadinanza, Di Maio: "Tria trovi le risorse"

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Pressing M5s su superamento dell'1,6% nel rapporto deficit-pil, ipotesi bloccata dal ministro dell’Economia, che vuole recuperare “30% di investimenti pubblici”. Il vicepremier 5s: "Mai chieste le sue dimissioni, ma bisogna pensare agli italiani in difficoltà"

A meno di un mese dal varo della legge di Bilancio, i nodi della manovra restano tutti sul tavolo del governo. Gli interventi previsti dal contratto gialloverde sono in fase di piena discussione: Lega e M5s vorrebbero portare a casa le promesse della campagna elettorale: flat tax, pace fiscale e reddito di cittadinanza in testa. Proprio sul reddito di cittadinanza (COS'È) si sta concentrando il pressing del M5s che spinge per andare oltre l'1,6% nel rapporto deficit-Pil se necessario. Una decisione fortemente ostacolata dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, con cui si è consumato lo scontro nei giorni scorsi. Il vicepremier Di Maio oggi ha puntualizzato "nessuno ha chiesto le dimissioni del ministro Tria, ma pretendo che il ministro dell'Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà. Gli italiani in difficoltà non possono più aspettare, lo stato non li può più lasciare soli e un ministro serio i soldi li deve trovare".

La battaglia sulla pace fiscale

Altro tema spinoso è la cosiddetta pace fiscale, cavallo di battaglia leghista su cui il M5s si presenta più cauto: "Non votiamo condoni", ha minacciato il vicepremier Luigi Di Maio. Ieri sera il premier Giuseppe Conte ha organizzato un vertice a Palazzo Chigi per mediare le diverse posizioni sulla manovra. “Incontro proficuo e in totale armonia, ci saranno le misure bandiera di M5s e Lega ma senza forzatura del deficit”, hanno commentato il presidente del Consiglio e il leader della Lega Matteo Salvini. Il leader del M5s Di Maio dopo il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi ha detto che "vanno tagliati tutti gli sprechi e recuperate risorse che vanno nella direzione sbagliata. Non deluderemo le promesse, perché siamo pronti a fare scelte coraggiose". Il ministro dello Sviluppo economico, che oggi va in visita in Cina, ha ribadito il suo no al condono. E ha rilanciato anche la pensione di cittadinanza prevista dal contratto di governo: "D'ora in poi - ha sottolineato - non ci deve essere più nessun pensionato che prende meno di 780 euro al mese". La Lega, così come il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nega che l'operazione studiata per sanare le posizioni anomale dei contribuenti davanti al fisco possa rivelarsi un vero e proprio condono. Il partito di Matteo Salvini punta a renderla "il più ampia possibile", ad includere cartelle, multe e contenziosi, ma ponendo un tetto di 1 milione di euro.

Tria: “Governo deve recuperare 30% di investimenti pubblici”

Intanto il ministro Tria annuncia che il governo deve "recuperare un 30% di investimenti pubblici venuti meno negli ultimi anni". Lo ha detto al Forum Bloomberg di Milano spiegando che "gli investimenti pubblici debbono tornare ad essere il 3% del Pil nel breve termine". "Bisogna andare oltre la flat tax riducendo il carico fiscale sulla classe media”, ha aggiunto. "Siamo ad uno studio molto avanzato - ha spiegato - che ridurrà il carico fiscale sulla classe media mantenendo il budget gestibile".

Data ultima modifica 18 settembre 2018 ore 16:52

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