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Salvini: presto decreto immigrazione. Permessi umanitari in calo

Politica

Week end di messa a punto dei decreti che il vicepremier vuole portare al Consiglio dei ministri. Viminale: -30% di permessi di protezione umanitaria rilasciati dall'entrata in vigore della direttiva sull'asilo. Martedì incontro in Tunisia per ridurre i flussi

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"La settimana prossima in Consiglio dei ministri ci saranno il decreto immigrazione e il decreto sicurezza". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini parlando alla Festa della Lega di Paullo. "Preparatevi a qualche polemicuccia - ha anticipato Salvini - perché i 35 euro a cui erano abituati (i migranti, ndr) diventeranno la metà". Intanto, il Viminale ha reso noti i dati del numero di permessi di soggiorno concessi ai richiedenti asilo per protezione umanitaria dall'entrata in vigore della direttiva sull'asilo: dal 5 luglio al 31 agosto sono calati del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Tunisia, 18 settembre incontro per stop flussi

Ieri, al termine di una giornata tesa iniziata a Vienna con uno scontro con il ministro degli Esteri del Lussemburgo, il vicepremier ha detto che il governo "è nato per caso ma che può fare rivoluzione in Europa". E si rafforza anche l'asse con il premier ungherese Orban in Europa dove, ha sostenuto Salvini, "governeremo insieme". Mentre sul fronte immigrazione ha annunciato i "rimpatri lampo" dei 184 migranti sbarcati ieri a Lampedusa dopo un botta e risposta con Malta. "Stiamo lavorando sul flusso in arrivo dalla Tunisia - ha aggiunto oggi il leader della Lega - Martedì avrò un incontro a Roma, perché lì non c'è guerra, non c'è carestia e non si capisce perché barchini o barconi devono partire dalla Tunisia e arrivare in Italia".

Calo del 30% permessi per protezione umanitaria

I permessi di soggiorno concessi ai richiedenti asilo per protezione umanitaria sono calati del 30% dall'entrata in vigore della direttiva sull'asilo: dai dati del Viminale dal 5 luglio al 31 agosto emerge che sono stati concessi 2.759 permessi, il 19% del totale, a fronte dei 3.085 (il 28% del totale) dello stesso periodo dell'anno scorso. In aumento invece il totale delle domande esaminate e concluse, passate da 11.170 a 14.367. "Il maggior numero di domande esaminate - ha sottolineato il ministro dell'Interno - è frutto dell'assunzione di nuovo personale, il maggior rigore nel rilascio dei permessi è frutto di una circolare del ministero, e con i decreti immigrazione e sicurezza ci saranno ulteriori miglioramenti". Dall'entrata in vigore della direttiva risultano in calo anche i permessi concessi per la protezione sussidiaria: da 881 a 538 con un decremento del 53%. In aumento, invece, i permessi di soggiorno per rifugiati: ne sono stati concessi 1.041 mentre nello stesso periodo dell'anno scorso erano stati 876. Quanto alle domande respinte, anche in questo caso la percentuale è in aumento ed è passata dal 49% del totale al 60%.

Il rimpatrio dei migranti sbarcati a Lampedusa già lunedì

Intanto hanno già lasciato Lampedusa e sono stati trasferiti a Trapani 130 dei 184 immigrati tunisini sbarcati il 14 settembre a Lampedusa a bordo di alcuni barchini. I primi 70 tunisini sono arrivati nella notte al porto di Trapani a bordo di due motovedette della Capitaneria di porto. Gli altri 60 sono prima arrivati in nave a Porto Empedocle e poi portati a Trapani. Saranno tutti trasferiti nel centro d'accoglienza di Milo. Secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, verranno rimpatriati già lunedì con i voli charter attualmente utilizzati nell'ambito dell'accordo in vigore con la Tunisia che prevede procedure semplificate per il rimpatrio dei cittadini sbarcati sulle coste siciliane, con un massimo di 80 rimpatri a settimana. I primi 40 dovrebbero dunque partire lunedì, un secondo scaglione è previsto nella giornata di giovedì. E intanto Salvini aggiunge: "Stiamo lavorando anche per cambiare accordi che altri ci hanno lasciato che non sono assolutamente soddisfacenti. I voli charter già partono per la Tunisia settimanalmente, l'importante è che ne partano di più e con più gente a bordo". Il Viminale sta studiando un modo per velocizzare le pratiche di identificazione e organizzare un rientro rapido.