Negozi chiusi la domenica, sì della Lega: "Solo otto aperture annue"

Politica
Foto d'archivio Fotogramma

Apertura del Carroccio alla chiusura domenicale degli esercizi commerciali dopo le perplessità del ministro dell'Agricoltura Centinaio. "Avanti con la nostra proposta", afferma il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, che prevede anche intese con le Regioni

Sulla chiusura domenicale dei negozi, che ha animato del dibattito politico degli ultimi giorni con il progetto annunciato dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, arriva una prima apertura della Lega. Il partito, ha detto il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari a margine della riunione economica della Lega al Viminale, alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Salvini, intende andare "avanti con la nostra proposta con la possibilità di stabilire 8 aperture all'anno anche con l'intesa con le Regioni".

Le perplessità della Lega

Nelle ultime ore la Lega aveva espresso perplessità sulla proposta di Di Maio attraverso il ministro dell'Agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio, che aveva frenato: "La proposta che abbiamo è di non bloccare le aperture domenicali nelle città turistiche". "Ho immediatamente chiesto spiegazioni in merito - aveva poi detto Centinaio - e non posso pensare che in una realtà turistica si blocchi tutto la domenica".

La proposta di Di Maio e il dibattito politico

La bagarre nel panorama politico si è scatenata per il progetto, annunciato da Di Maio, di approvare entro l’anno la legge che imporrà la chiusura nei festivi e nelle domeniche ai negozi e ai centri commerciali. Il ministro ha specificato poi la proposta: "Un meccanismo di turnazione per cui resterà aperto il 25% dei negozi, gli altri a turno chiudono". A decidere chi sarà aperto e chi chiuso saranno, come in passato, sindaco e commercianti. Critiche sono piovute dal Pd, con Renzi che ha attaccato Di Maio: "Cerca visibilità per inseguire Salvini, ma la conseguenza è che migliaia di ragazzi saranno licenziati. Si conferma ministro della disoccupazione". Preoccupata la grande distribuzione organizzata: a rischio ci sarebbero 40-50mila lavoratori, ha avvertito l'ad e direttore generale di Conad, Francesco Pugliese. Secondo Federdistribuzione è un provvedimento di cui "non vediamo la necessità e l'opportunità" e di cui "non si capisce la tempestività". Più cauta Confcommercio, che dice sì al dialogo per "una regolamentazione minima e sobria".

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