Salvini: il nome della Lega non si tocca. E sulla Diciotti: lo rifarei

Politica
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini (Foto Getty)

Il vicepremier ha parlato ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, toccando anche molti altri temi. Sul vincolo del 3% ha detto che non sarà superato, mentre sulla legittima difesa ha annunciato che la legge si farà "entro l'anno"

“Il nome della Lega non si tocca” anche se il prossimo 5 settembre il Tribunale del Riesame di Genova dovesse bloccare I fondi del partito. Lo ha detto Matteo Salvini durante il Berghem Fest ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, aggiungendo che “la Lega c'è e ci sarà, coi soldi o senza, con condanne o senza. Perché – ha detto - la Lega è il popolo e il popolo non lo ferma nessuno. Preferisco avere cervello pieno e le tasche vuote e non come il Pd che ha le tasche pieno e il cervello vuoto". Salvini dunque non è d'accordo con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti che aveva detto che la Lega rischiava di non esistere più dopo quella sentenza. "Siamo nati senza una lira in tasca e continueremo anche senza una lira in tasca”, aggiunge il vicepremier che poi continua: "Noi non facciamo politica in base ai soldi e alle sentenze di questo o di quel magistrato. Abbiamo un programma di governo e quello rispettiamo. A tasche vuote o a tasche piene, colpevoli o innocenti". È vero che il pm di Genova, Francesco Cozzi, dice che con un nuovo partito nessuno "potrebbe aggredire i versamenti futuri", ma fonti leghiste, prima che parlasse il leader, ricordavano che non solo politicamente, ma anche giuridicamente, la Lega che s'è presentata il 4 marzo è già un partito diverso da quello "padano" di Umberto Bossi. I parlamentari eletti sono infatti già iscritti a un soggetto giuridico registrato che si chiama "Lega per Salvini premier". Un nome nuovo. Detto questo resta l'attesa per l'udienza del Tribunale del riesame

Il vincolo del 3% “lo sfioreremo senza superarlo”

“Il vincolo del 3% "lo sfioreremo dolcemente, come i leghisti sanno fare, senza superarlo". Matteo Salvini torna sulla questione, già affrontata dal governo nei giorni scorsi, affermando: “Cercheremo di rispettare tutti i vincoli imposti dall'Europa, ma prima viene il benessere dei cittadini italiani, quindi che Dio ce la mandi buona.

Caso Diciotti, Salvin: “Al Procuratore dico che lo rifarei”

"Dico con immenso affetto al Procuratore di Agrigento che se arriverà un'altra nave in un porto italiano farò esattamente quello che ho fatto quest'estate, né più né meno". Lo ha detto il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini, intervistato da Mario Giordano alla Berghem Fest di Alzano Lombardo. "Sono arrivato a 45 anni per vivere un'estate incredibile. Mai avrei pensato nella vita di essere indagato per sequestro di persona" ha detto Salvini, rispondendo a una specifica domanda.

Missione Sophia, Salvini: se non cambiano le regole può finire qui

Riguardo la missione Sophia, l’operazione lanciata dall’Unione europea nel Mediterraneo per affrontare la questione dei migranti, Salvini chiede e si auspica un cambio delle regole in cui ognuno faccia la sua parte “altrimenti – ha detto - per me può anche finire quella missione lì, se devono arrivare tutti in Italia. Non è mica scritto sulle tavole della Bibbia". Il ministro ha parlato anche della necessità di rivedere le regole sulle richieste di asilo: "La possibilità di sospendere la richiesta di asilo oggi è prevista solo in caso di stupro aggravato e rapina aggravata - dice Salvini – quindi se non è aggravata non succede nulla”. Il vicepremier chiede invece un sistema diverso e più stringente: “Vieni qua, ti do una possibilità, se sgarri vai a casa" (COS'È LA MISSIONE SOPHIA).

Rivedere tutte le concessioni in ogni settore

Le concessioni "dovremo rivederle tutte, una per una. Non solo sulle strade ma anche in settori sui quali lo Stato ha fatto un grosso favore ai privati." Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha poi precisato che non esiste “nessuna volontà statalista, però il pubblico deve controllare". Riguardo ad Autostrade, "chi ha 43 morti sulla coscienza non può gestire le autostrade di questo Paese" ha aggiunto riferendosi al crollo del ponte Morandi a Genova.

Legittima difesa, Salvini: la legge entro l’anno

Tra i tanti temi toccati anche quello relativo alla nuova legge sulla legittima difesa: "Cerco di usare sempre il minimo indispensabile il verbo promettere. Preferisco usare la parola 'impegno'. Ce la metterò tutta e ho buone motivazioni per dire che ce la possiamo fare: entro la fine di quest'anno la legittima difesa sarà legge", ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il governo andrà avanti a lungo se si mantengono gli impegni

"Se tutti mantengono gli impegni presi nei confronti degli italiani questo governo va avanti a lungo". Così Matteo Salvini, che ha replicato in modo chiaro e secco a chi chiedeva se ci fosse il rischio di andare alle elezioni nel 2019: "Pochissime", ha concluso.

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