Genova, Conte: 500 milioni sono pochi. Autostrade: ponte in 8 mesi

5' di lettura

Il premier conferma la volontà del governo di revocare la concessione e annuncia una contromossa in caso di penali contro lo Stato. Intanto, il cda della società elenca le prime iniziative da realizzare, tra cui la costruzione di un nuovo ponte in 8 mesi

Un consiglio di amministrazione straordinario per analizzare cause e conseguenze del crollo del ponte Morandi a Genova. Il cda di Autostrade si è riunito oggi nella sede della società, davanti alla quale è affisso un fiocco nero in simbolo di lutto. La riunione è durata 4 ore, al termine della quale è stato diffuso un comunicato in cui si condividono la prima lista di iniziative già annunciate il 18 agosto. Intanto, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte conferma che sulla decisione di revocare la concessione ad Autostrade il governo non torna indietro. "La tutela degli interessi dei cittadini è la nostra massima priorità e ricorreremo a tutti gli strumenti giuridici che l'ordinamento ci pone a disposizione per difenderlo", dice il premier intervistato dal Corriere della Sera.

Il comunicato di Autostrade

In risposta, nel comunicato diffuso dopo la riunione, il cda ha condiviso "la prima lista di iniziative già annunciata nel corso della conferenza stampa di sabato a Genova". Tra queste (per una stima preliminare di 500 milioni di euro finanziati con mezzi propri), ci saranno iniziative a supporto delle famiglie colpite dalla tragedia, per la ricostruzione del ponte, per la viabilità di Genova e la sospensione del pedaggio su alcune tratte. Nella nota, inoltre, il cda ha comunicato di aver "preso atto della lettera di contestazioni ricevuta dal ministero delle Infrastrutture" e ha annunciato che "verrà riconvocato in tempo utile per fornire e deliberare un adeguato riscontro alle stesse". La società ha poi annunciato la prosecuzione del progetto per la "ricostruzione del ponte in acciaio secondo le più moderne tecnologie in un periodo stimato di 8 mesi".

Conte: “Stanziati pochi soldi da Autostrade”

Sul mezzo miliardo offerto da Atlantia per risarcire le vittime e ricostruire il ponte, Conte è chiaro: "La somma stanziata è ben modesta rispetto agli utili conseguiti negli anni. Potrebbero intanto quadruplicarla o quintuplicarla". In ogni caso, ribadisce il premier, il denaro non farà cambiare idea al governo: "Rimane il dato che possiamo accettare queste somme solo quale parziale risarcimento, senza alcun pregiudizio per l'avviata procedura di caducazione della concessione".

Pronta la contromossa sulle penali

E se il futuro di Autostrade sembra sempre più lontano da quello del ponte Morandi, Conte fa sapere che "abbiamo già avuto offerte di ricostruzione del ponte". In caso di revoca della concessione, però, resta il nodo delle penali allo Stato. Ma Conte rassicura: "La contromossa non la anticipo sui giornali, ma questo governo farà in modo che il concessionario non possa trarre ulteriori vantaggi economici, rispetto a quelli già esorbitanti sin qui ricavati dalla convenzione". Altra questione è quella della possibile nazionalizzazione della rete, anticipata nei giorni scorsi dal ministro Toninelli e divisiva per la maggioranza. Il presidente del Consiglio dichiara di voler "valutare con attenzione la modalità migliore per soddisfare l'interesse pubblico".

Lo scontro tra Renzi e il M5S

Continua intanto la polemica politica: ieri lo scontro tra maggioranza e opposizione, con il Pd che ha attaccato Salvini per il voto al decreto “Salva Benetton” nel 2008, e la replica del ministro, “Chi non ha vigilato, taccia” (COSA PREVEDE IL DECRETO). Poi il Movimento ha accusato i dem di diffondere notizie false, avendo scritto sul web che la norma “Salva Benetton” è stata convertita in legge nel 2008 con il voto favorevole dei pentastellati. L’errore non è passato inosservato e il Movimento ha invocato la commissione d’inchiesta sui social, di cui si è parlato nelle scorse settimane. La replica di Matteo Renzi è arrivata a stretto giro: "Caro Mov5Stelle, siete pronti alla Commissione di Inchiesta? Bene! Siete voi al potere, avete i numeri: diteci QUANDO si parte. E vedremo chi inquina i social", ha scritto oggi l’ex premier in un tweet.

Di Battista rilancia nazionalizzazione. Toti: nostalgia da prima Repubblica

Sulla questione è poi intervenuto anche il pentastellato Alessandro Di Battista che, in un post su Facebook, si rivolge indirettamente agli elettori e agli esponenti del Pd e scrive: "Esattamente cosa non ti piace dell'idea di tornare ad essere proprietari delle nostre autostrade? Cosa c'è di sbagliato nel togliere le concessioni a chi si è arricchito in modo vergognoso a discapito delle tasche e spesso anche della vita di quei cittadini che con le loro tasse hanno permesso la costruzione della rete stradale? Ci ho pensato molto e ho capito che quel che non ti piace è che a proporre la nazionalizzazione delle autostrade sia stato proprio il Movimento 5 stelle". Un'idea, quella della nazionalizzazione, che non è condivisa dal presidente della Liguria, Toti, che oggi ha spiegato: "L'idea di tornare alle nazionalizzazioni mi sembra una nostalgia da Prima Repubblica, e francamente non trovo sia una soluzione convincente". E ha poi sottolineato: "Pretendo che ci sia un nuovo ponte entro l'anno".

Data ultima modifica 21 agosto 2018 ore 20:00

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