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Toninelli: "Il nuovo ad di Fs risolva i problemi di Trenord"

Politica
Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli (La Presse)

I "pendolari lombardi meritano di viaggiare su treni comodi e puntuali”, scrive il ministro dei Trasporti. Intanto arriva la replica del cda di Fs, la cui revoca è stata chiesta mercoledì scorso: "Operato in pieno rispetto, saranno attivate azioni a tutela"

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Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli torna sulla questione delle nomine ai vertici di Ferrovie dello Stato, dopo che il 25 luglio scorso ha firmato la decadenza dell’intero consiglio di amministrazione, avvalendosi dello "spoil system", il sistema che permette a un nuovo governo di azzerare e rinnovare gli incarichi di dirigenza nella pubblica amministrazione. I "pendolari lombardi meritano di viaggiare su treni comodi e puntuali. E Trenord, come vedete, non li garantisce. Darò subito mandato al nuovo Ad di Fs di intervenire", scrive in un tweet riferendosi alle condizioni di trasporto della società che opera in Lombardia. "Dico anche che bisogna mettere i concessionari di fronte alle loro responsabilità", aggiunge.

Cda di Ferrovie: "Se ancora accuse attiveremo azioni di tutela"

Intanto arriva la replica del consiglio di amministrazione di Fs, la cui revoca, chiesta dal ministro dei Trasporti, è stata motivata con il rinvio a giudizio dell’ad Renato Mazzoncini per un’inchiesta su Umbria mobilità, l’azienda del trasporto locale umbro. "In riferimento a quanto dichiarato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Cda di Ferrovie dello Stato Italiane ribadisce di essersi attenuto strettamente e diligentemente alle previsioni dello Statuto", scrivono i consiglieri in una nota, nella quale si spiega che la precisazione è "a tutela della reputazione e della professionalità del Consiglio, evidenziando che ove si proseguisse in similari affermazioni lesive della dignità del Consiglio, saranno attivate le occorrenti azioni di tutela previste dalle norme vigenti".

Cda di Ferrovie: "Operato in pieno rispetto"

"Secondo lo Statuto - prosegue il comunicato - il CdA può far decadere l'Amministratore per l'esistenza di un rinvio a giudizio o, come in questo caso, rimettere all'Assemblea la proposta di permanenza in carica dell'Amministratore stesso, per salvaguardare il preminente interesse della Società". "Pertanto - conclude - il CdA non ha operato alcun aggiramento delle norme statutarie, bensì ha agito nel pieno rispetto delle stesse e delle proprie prerogative, sotto la vigilanza degli organi di controllo che assistono alle sedute consiliari".