Eletti presidenti di Camera e Senato. Di Maio: governo? Aperti a tutti

Politica

Il leader M5S, dopo l’elezione di Casellati e Fico, è disponibile a un confronto con tutti “purché dialogo resti incentrati sulle priorità dei cittadini”. Salvini: "Premier dev'essere di centrodestra". Il segretario dem Martina: “M5S ha perso la sua innocenza”

Con l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, il pentastellato Roberto Fico e la fedelissima di Silvio Berlusconi Elisabetta Casellati, ora la partita si sposta sulla formazione del nuovo governo (LE PROSSIME TAPPE). A proposito di una possibile alleanza tra M5S e Lega, Luigi Di Maio in un’intervista al Corriere della Sera sottolinea: "Noi abbiamo dimostrato di essere aperti a tutti per il bene del Paese", e aggiunge che "Salvini ha dimostrato di essere una persona che sa mantenere la parola data". Secondo il segretario ad interim del Pd, Maurizio Martina, con le presidenze delle Camere "abbiamo assistito a un fatto politico che prefigura potenzialmente una maggioranza". Per Matteo Salvini, "il premier non può che essere di centrodestra".

Salvini: "Noi siamo pronti"

Il leader del Carroccio su Facebook ribadisce anche i punti del suo programma: "Via legge Fornero e spesometro, giù tasse e accise, taglio degli sprechi e spese inutili, riforma della scuola e della giustizia, legittima difesa, revisione dei trattati europei, rilancio dell'agricoltura e della pesca italiane, Ministero per i disabili, pace fiscale fra cittadini ed Equitalia, autonomia e federalismo, espulsione dei clandestini e controllo dei confini. Noi siamo pronti, voi ci siete". 

Di Maio:“Aperti a tutti se dialogo sui cittadini”

Di Maio, da parte sua, ha le idee chiare, nessun premier tecnico per poi tornare al voto: “Questi sono metodi del passato che noi non accettiamo più, insistere su questa strada significa non avere capito il messaggio chiaro che ci hanno dato gli elettori”. E su possibili alleanze, prima su tutte quella con la Lega di Matteo Salvini, ribadisce che il M5S è aperto a tutti “purché il dialogo e il confronto restino incentrati sulle priorità dei cittadini e non delle forze politiche: taglio delle tasse, superamento della legge Fornero, welfare per le famiglie, lotta alla disoccupazione giovanile”. Di Maio, inoltre, si dice “fiero” di aver posto un veto sulla proposta di incontrare Silvio Berlusconi: “Ci ha permesso di ottenere la presidenza della Camera senza snaturarci, senza scendere a compromessi e rimanendo fedeli ai nostri valori. Non ci siamo sporcati le mani con un Nazareno bis”.

Di Maio: “Io e Fico abbiamo vinto insieme”

Il leader del M5S parla anche del neopresidente della Camera Roberto Fico, da sempre considerato il volto di una delle due anime, quella ortodossa, che spezzano il Movimento a metà: “È ora di sfatare una volta per tutte questa leggenda delle due anime dei 5 Stelle. Io e Roberto abbiamo condotto questa partita unita e insieme l’abbiamo vinta. Roberto è una garanzia perché incarna le battaglie che il Movimento porta avanti da sempre. La sua sarà una presidenza del cambiamento, da simbolo della casta la Camera con lui diverrà il luogo dove si rimette al centro il cittadino”.

Martina: “I 5 Stelle hanno perso l’innocenza”

Sull’elezione di Fico alla Camera, invece, Martina non ha dubbi: “Per i 5 Stelle è la perdita dell'innocenza, perché hanno siglato un'intesa con Berlusconi. Si sono divisi gli incarichi istituzionali con trattative nottetempo, secondo un modello da Prima Repubblica”. Secondo il segretario dem, sulle Camere il Pd ha "cercato di porre la sfida della massima collegialità, ma loro hanno preferito piegare sui rapporti di forza numerici. Noi vogliamo rimanere coerenti con i nostri impegni, siamo minoranza parlamentare e ci prepariamo a ripartire uniti”. E su una sua eventuale candidatura a segretario del partito risponde: "Adesso il mio compito è portare il Pd fino all'assemblea, poi ragioneremo. Di certo, se verrà fatta, non sarà una scelta individuale, ma un ragionamento di squadra".

L’elezione dei presidenti delle Camere

Dopo l’impasse di venerdì, ieri finalmente è arrivata la fumata bianca per i presidenti delle Camere: Roberto Fico è stato eletto presidente dell'aula di Montecitorio con 422 voti, Elisabetta Casellati, prima donna presidente del Senato, ha ottenuto 240 preferenze. Il primo, nel suo discorso, ha individuato come primo obiettivo “il taglio dei costi della politica”, mentre la seconda ha voluto ricordare che “nulla è precluso alle donne”. Dopo la loro vittoria, i due sono saliti al Colle per essere ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha visto anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, recatosi dal capo dello Stato per rassegnare, come da prassi, le dimissioni.

Le prossime tappe

Gentiloni, in realtà, rimarrà in carica per il disbrigo degli affari correnti fino al giuramento di un nuovo esecutivo, il primo della XVIII legislatura. La prossima settimana si procederà con la costituzione dei gruppi parlamentari e la seconda seduta delle nuove Camere. Poi, presumibilmente dopo Pasqua, il presidente della Repubblica inizierà le consultazioni per individuare una maggioranza. Una volta superato anche questo step, Mattarella conferirà l’incarico (o il preincarico) alla persona indicata dalle forze politiche come in grado di trovare i voti necessari per ottenere la fiducia, la quale a sua volta stilerà la lista dei ministri da proporre al capo dello Stato. Se si raggiunge un’intesa, si procede con il giuramento al Quirinale, la cerimonia della campanella a palazzo Chigi e la prima riunione del Consiglio dei ministri. Infine, il nuovo presidente del Consiglio chiederà la fiducia alle Camere: una volta ottenuta l’esecutivo potrà iniziare il mandato.

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