Senato, il primo discorso di Casellati: "Nulla è precluso alle donne"

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La prima presidente donna a Palazzo Madama ha fatto un richiamo all'unità nazionale e parlato di riforme, a partire da economia e lavoro. Poi il riferimento a migranti e donne, dalle eroine del Risorgimento a Liliana Segre LIVEBLOG

È iniziato con un richiamo all'unità nazionale il primo discorso di Maria Elisabetta Alberti Casellati, prima presidente donna del Senato. Casellati ha fatto anche riferimento a Silvio Berlusconi, alle riforme e in altri due passaggi ha ricordato le "eroine del Risorgimento" e le ragazze "anima della lotta di liberazione", tra cui la neo senatrice a vita Liliana Segre, oltre a parlare del tema dei migranti nel contesto europeo.

L'incipit del discorso di Casellati

Nel salutare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “che rappresenta l'unità nazionale”, Casellati ha ricordato che “le forze politiche, pur nella dialettica diversa, esprimono tutte l'intera collettività e la consapevolezza condivisa della comune legittimazione che è condizione essenziale per un buon governo”. Per fare ciò “servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi, consapevolezza delle difficoltà non disgiunta da ragionevole ottimismo, rispetto reciproco delle forze politiche nel solco delle regole comuni”. Immancabile un riferimento ai “cambiamenti profondi di un quadro politico e inedito” che si riflettono su questa legislatura. Nell'augurare “buon lavoro a tutti”, la numero uno di Palazzo Madama ha sottolineato come “solo un terzo dei senatori fossero parlamentari nella precedente legislatura: un dato macroscopico d'innovazione che testimonia il grande cambiamento che il Paese ha inteso esprimere con questo voto e che questo Senato saprà ben rappresentare”.

Donne: “Nessun traguardo precluso”

Nel discorso d'insediamento, la neo presidente del Senato ha ricordato le eroine del Risorgimento e le “tante ragazze di ogni estrazione sociale e credo religioso che hanno rappresentato l'anima della lotta di liberazione, rappresentate qui dalla senatrice Segre”. Ha definito la sua elezione “un onore e una responsabilità che sento doveroso condividere proprio con tutte le donne che con le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio hanno costruito l' Italia di oggi: un grande Paese democratico e liberale in cui nessun obiettivo, nessun traguardo è più precluso”.  

Il ricordo del 1994

“Questa mattina ho riletto il mio primo intervento in Senato – ha proseguito la seconda carica dello Stato – Era la discussione sul voto di fiducia al primo governo di Silvio Berlusconi, il 17 maggio 1994. Lì iniziò il mio percorso da servitrice delle Istituzioni”. Un percorso che ha portato Casellati a diventare, nel corso della passata legislatura, componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura. Fedelissima di Berlusconi, a lui – ricorda anche l'Ansa – deve il suo ingresso in politica fin dal 1994, anno di fondazione di Forza Italia, in cui ha ricoperto vari incarichi. “Da oggi, le mie energie – ha sottolineato Casellati, come riporta AskaNews – saranno rivolte ad assolvere questo prestigioso ruolo con disciplina e onore, cercando ogni giorno di mettere in pratica quei valori che la nostra Carta costituzionale ha posto alla base della vita delle istituzioni repubblicane”.

L'astensionismo e le riforme

Nel ricordare che il Senato “non rappresenta solo gli elettori” ma “l'intera nazione”, Casellati ha rivolto un pensiero “al 27,1% di italiani che non hanno votato”. Definendo il dato “preoccupante”, e “una sconfitta per una democrazia parlamentare: riportare alla politica e alle urne una così cospicua quantità di cittadini deve essere un impegno condiviso, un impegno che si onora con la presenza, con il coinvolgimento, con la vicinanza al territorio, in una parola con la politica intesa come spirito di servizio". Poi il tema delle riforme, che per la presidente del Senato sarà “centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell'assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali”. Importante anche il passaggio dedicato al “rischio di nuove marginalizzazioni” in un'epoca di globalizzazione. Un rischio che “non può essere ignorato né sottovalutato – ha detto Casellati – A partire dall'economia reale. A partire dal lavoro. Sono troppi gli italiani che non hanno un'occupazione, soprattutto tra i giovani, in particolare nel Mezzogiorno”.

Il ruolo dell'Europa e i migranti

Infine il riferimento al contesto europeo: “Un'Europa al fianco dei cittadini significa attenzione alla vita reale delle persone, non solo ai mercati – ha spiegato –. Un'attenzione che va rafforzata, con l'aiuto e la disponibilità degli Stati membri, a partire dall'emergenza rappresentata dai fenomeni migratori. Sullo scacchiere internazionale l'Italia ha saputo ritagliarsi negli anni un ruolo di primo piano che ci viene unanimemente riconosciuto. Grazie alla nostra presenza, alle politiche di cooperazione, alle missioni internazionali in cui i nostri uomini e le nostre donne in divisa hanno saputo, in ogni continente, portare umanità, professionalità, aiuto”.  

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