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Dai gruppi parlamentari all’incarico, le tappe verso il nuovo governo

Politica

Eletti i presidenti delle Camere, Roberto Fico a Montecitorio ed Elisabetta Casellati al Senato, prende il via l’iter per la formazione dell’esecutivo. Dopo la seconda seduta dei due rami del Parlamento, la palla passerà nelle mani del presidente della Repubblica

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Avviata ufficialmente la XVIII legislatura ed eletti i nuovi presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico a Montecitorio ed Elisabetta Casellati a Palazzo Madama, ora la partita si sposta sulla formazione del governo. Il primo passaggio ufficiale sono le dimissioni del presidente del Consiglio: il governo resterà in carica solo per gli affari correnti. Ecco le prossime tappe in vista del nuovo esecutivo.

Le dimissioni del presidente del Consiglio

Dopo la salita al Colle di Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è andato al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poi, come da prassi, si è recato dai presidenti di Camera e Senato per informarli: rimarrà a palazzo Chigi per il disbrigo degli affari correnti.

La costituzione dei gruppi parlamentari

Sia alla Camera che al Senato i parlamentari devono comunicare a quale gruppo si iscrivono entro il lunedì 26 marzo. Il giorno successivo, i gruppi di entrambe le Camere (Montecitorio alle 15.30 e Palazzo Madama alle 16.00) sono convocati per procedere, se non lo avessero ancora fatto, alla propria costituzione e all'elezione dei rispettivi presidenti. Lo stesso giorno si tiene la prima conferenza dei capigruppo della Camera, mentre quella del Senato è convocata per mercoledì 28 marzo alle 11.

La seconda seduta delle nuove Camere

L'Aula del Senato si riunisce per la seconda seduta (la prima è iniziata il 23 marzo e si considera unica fino all'elezione dei nuovi Presidenti) mercoledì 28 marzo alle ore 15 per procedere all'elezione dell'Ufficio di presidenza di palazzo Madama, composto da quattro vice presidenti, tre Questori e otto segretari. La seconda seduta dell'Aula della Camera è invece convocata per giovedì 29 marzo alle 11: anche in questo caso si procederà all'elezione dell'Ufficio di presidenza, che ha la stessa composizione di quello di Palazzo Madama. L'elezione degli uffici di presidenza delle due Camere avviene per schede, è segreta, come quella dei presidenti, e avviene con il meccanismo del cosiddetto “voto limitato”, volto a tutelare le opposizioni: ciascun parlamentare può votare per un numero di candidati inferiore a quelli da eleggere.

Le consultazioni

Da martedì 27 marzo il presidente della Repubblica avrà a disposizione tutti gli interlocutori previsti per avviare le consultazioni per la formazione del nuovo governo, il primo della legislatura. Le consultazioni, che a questo punto potrebbero partire subito dopo Pasqua, vengono di norma aperte dai presidenti delle Camere: dopo Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, nello Studio alla Vetrata sarà ricevuto il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e quindi i capigruppo dei due rami del Parlamento, che potranno decidere di avere in delegazione anche il leader del partito. Le consultazioni durano un minimo di due giorni e se alla fine del primo giro di consultazioni non si arriva all'individuazione di una maggioranza, si può procedere ad altri giri di consultazioni o, come in passato, all'indicazione di un “esploratore” - che potrebbe essere anche uno dei presidenti del Parlamento appena eletti, poiché espressione di una maggioranza numerica - che compirà i suoi sondaggi tra i partiti per verificare se è possibile indicare una maggioranza che sostenga un governo. Se e quando si troverà una maggioranza, essa esprimerà anche un candidato premier.

L’incarico o il preincarico

Il presidente della Repubblica, una volta individuata una maggioranza parlamentare, convocherà la personalità indicata dalle forze politiche come in grado di trovare i voti necessari per ottenere la fiducia, e gli conferirà l'incarico, che potrà essere pieno o con alcune condizioni (in quel caso si parla di preincarico). L'incaricato può accettare subito o accettare l'incarico con riserva, ovvero prendersi alcuni giorni per avviare un confronto con le forze politiche e solo dopo tale confronto sciogliere la riserva.

Nuovo governo e giuramento

Una volta accettato l'incarico, il presidente del Consiglio forma il governo, ovvero stila la lista dei ministri che proporrà al Capo dello Stato durante un colloquio al Colle. Trovata l'intesa sulla lista, il presidente della Repubblica nomina i ministri. Entro poche ore presidente del Consiglio e ministri giurano nel salone delle Feste al Quirinale.

Cerimonia della campanella e primo cdm

I componenti dell'esecutivo, una volta prestato giuramento al Quirinale, scenderanno a palazzo Chigi dove si terrà la cerimonia della campanella, ovvero il passaggio di consegne con il presidente del Consiglio uscente, e la prima riunione del Consiglio dei ministri che servirà a nominare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Il voto di fiducia

Dopo il passaggio di consegne tra il presidente del Consiglio uscente e il nuovo, il neo-premier si riserverà alcune ore per scrivere il discorso programmatico con il quale si presenterà alle Camere per chiedere il voto di fiducia. Solitamente vale il principio della “culla”: si chiede per prima la fiducia alla Camera che la volta precedente fu lasciata per ultima che, in questo caso, sarà il Senato. Ottenuta la fiducia, il governo è ufficialmente in carica e può cominciare la sua attività.