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Pd, Calenda: no all'autoflagellazione. Zingaretti: corro per primarie

Nicola Zingaretti e Carlo Calenda (Ansa)
6' di lettura

Il ministro dello Sviluppo Economico: “Ognuno deve prendere la barchetta e andare in soccorso” del partito. Il presidente del Lazio ribadisce la sua disponibilità e chiude ad intesa con il M5S per il governo. SPECIALE - RISULTATI

Dopo la sconfitta alle elezioni del 4 marzo (LO SPECIALE) e le dimissioni del segretario Matteo Renzi nel Pd è già partita la corsa alla successione nella leadership e il dibattito sulle prossime mosse del Partito in chiave di possibili alleanze. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, appena rieletto per un altro mandato, ha detto: "Io ci sarò", spiegando di essere disponibile a scendere in campo per le prossime primarie Pd. Del futuro del Partito democratico e delle scelte da adottare alla luce del risultato deludente alle elezioni, ha parlato anche il neo-tesserato ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: "Basta scontri tra leader o il partito è finito. Restiamo all'opposizione" ha dichiarato e su Twitter ha aggiunto: “ognuno deve prendere la barchetta ed andare in soccorso del Pd” auspicando che "la disfatta elettorale sia la base per la vittoria come Dunkerque" e polemizzando a distanza con il governatore pugliese Emiliano. Intanto Salvini ha aperto al Pd per un appoggio al suo eventuale governo: "Spero siano disponibili a una via d'uscita per il Paese". Dai dem è arrivata subito una chiusura all'intesa col centrodestra. "La Lega governi con chi ha il suo programma", ha chiarito Ettore Rosato.

Rosato chiude a Salvini

In giornata il segretario leghista Matteo Salvini ha aperto uno spiraglio al Pd chiedendo i loro voti per un suo eventuale governo: “Spero siano disponibili a dare una via d'uscita per il Paese”, ha detto. La replica dei dem non si è fatta attendere: “La Lega governi con chi ha il suo stesso programma e i suoi stessi toni”, ha risposto il capogruppo Pd Ettore Rosato, chiudendo all’ipotesi di una convergenza.

Zingaretti: “Io ci sarò. Anche alle primarie, non escludo nulla”

Intanto Nicola Zingaretti, dopo essersi confermato alla guida della Regione Lazio, si è detto pronto a correre per la segreteria del Pd nel post-Renzi. Il suo “Io ci sarò. Anche alle primarie, non escludo nulla”, detto a Repubblica dopo le ultime indiscrezioni, ne è la conferma. Il governatore rieletto ha chiuso le porte a un’intesa con il M5s per il governo del Paese, ribadendo che il partito resterà all’opposizione. Poi si è soffermato anche su Matteo Renzi: è "un'esperienza che non possiamo liquidare", ha detto, e lo ha invitato a spingere "verso la rigenerazione. Non l'ho mai votato, ma ho avuto con lui un rapporto di franchezza e di lealtà", ha detto. 

Zingaretti: "Rigenerare la sinistra"

"La mia parola - sottolinea Zingaretti - è rigenerazione: non solo del Pd, ma di tutta la sinistra. E senza accordi calati dall'alto, ma aprendo un grande confronto, vero e forte". Zingaretti ha poi ribadito: "Dobbiamo stare all'opposizione. Non siamo stati noi a deciderlo, ma gli elettori. Chi ha vinto provi a governare. Hanno cavalcato la rabbia, vedremo se sanno anche governarla. La destra pensa invece che la rabbia abbia bisogno di un colpevole da punire: il nero, l'immigrato, il diverso. Noi dobbiamo stare all' opposizione per elaborare una proposta rigenerante che torni ad offrire un orizzonte alla rabbia, la trasformi in progetto politico, in una nuova speranza".

Zingaretti: “Il modello è l’Ulivo”

Per Zingaretti , secondo cui le nomine dei presidenti delle Camere andrebbero "tenute lontane dalla trattativa per il governo", la vittoria in Regione è anche merito "di un progetto politico che nel Lazio ha unito tutta la sinistra. Abbiamo fatto l'accordo con Liberi e Uguali, avevamo con noi i sindaci, le liste civiche e, soprattutto, i giovani. E' un modello che rilancia lo spirito dell'Ulivo. Ed è il modello che vorrei proporre a livello nazionale".

Calenda: “Ognuno deve prendere la sua barchetta e andare in soccorso del Pd”

Dopo aver preso la tessera del Pd e dopo aver ribadito il suo secco “No” a un governo con i 5 Stelle, pena l’uscita repentina dal partito, Carlo Calenda ha confermato che non correrà per guidare il Pd. “Considererei poco serio fare il segretario di un partito di cui ho preso la tessera da tre giorni”, ha detto. Poi, su Twitter, ha spiegato, usando l'hashtag #dunkerque: “In questo momento ognuno deve prendere la sua barchetta e andare in soccorso del Pd. Disfatte se vissute con dignità e onore possono essere la premessa per una vittoria futura”.

Calenda: basta scontri leader o partito è finito 

Il ministro è intervenuto in serata davanti agli iscritti della sezione Pd di Roma Centro, a cui si è iscritto. "Lasciamo fuori lo scontro sul segretario o il vicesegretario, oppure il Pd è finito. Se prosegue questa autoflagellazione continua le prossime elezioni rischiano di essere una scelta tra M5S e Lega. E ciò sarebbe la fine del riformismo in Italia”. Calenda ha fatto anche autocritica sul flop elettorale del Pd: "Non dobbiamo più avere l'arroganza di sapere come sarà il futuro, che è complicato e nessuno lo conosce fino in fondo. La disfatta è anche mia, non mi chiamo fuori. Ma se l'affrontiamo con onore e dignità può partire la risposta”.

Il botta e risposta con Emiliano

"La cosa terribile è che Calenda sta cercando di costruire una corrente del partito essendosi appena iscritto per sostituire il renzismo e tutelare quegli interessi opachi che io ho contrastato per tutta la vita prima da magistrato e adesso da presidente della Regione”, ha attaccato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ha ribadito la necessità che il Pd consenta al M5S "di formare un governo”. Calenda ha replicato su Twitter: "Emiliano magistrato in aspettativa (infinita), governatore Regione Puglia, membro del Pd, aspirante alleato M5S. Equilibrio, serietà, senso delle istituzioni".

Orlando apre a Calenda e Zingaretti 

"C'è bisogno di una vera e propria rifondazione e di una fase costituente del Pd”, ha detto il Guardasigilli Andrea Orlando. “Il Pd deve chiarire nella direzione che la sua collocazione è distinta e alternativa dalla destra e ai movimenti populisti”. Lontano quindi dalle posizioni del M5s. per questo, aggiunge, che “Zingaretti scenda in campo è una buona notizia”. E su Calenda spiega: “Più ipotesi sono in campo e se sono ipotesi forti credo che sia assolutamente un fatto positivo".

Data ultima modifica 09 marzo 2018 ore 20:00

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