Elezioni: M5S domina in Sicilia. Eletta testimone di giustizia

Politica
La candidata del M5S e collaboratrice di giustizia, Piera Aiello (Ansa)
Piera_Aiello_Ansa

I pentastellati hanno vinto ovunque nella regione che a novembre ha scelto Nello Musumeci, della coalizione di centrodestra, come governatore. Eletta nel collegio di Marsa Piera Aiello. LO SPECIALE - LIVEBLOG

Vittoria netta e senza discussioni. In un fuorionda venuto alla ribalta prima dell’Election day del 4 marzo, anche Salvini, Fitto e Meloni avevano previsto il trionfo dei pentastellati al Sud, ma in Sicilia i risultati sono particolarmente schiaccianti. I candidati del Movimento Cinque Stelle vincono praticamente ovunque, anche nei paesi e nelle borgate della Sicilia dove una volta la mafia governava i flussi elettorali. Eletta pure Piera Aiello, testimone di giustizia presente nel collegio uninominale di Marsala (LO SPECIALE). I dati nella regione sono ancora più interessanti se si pensa che soltanto tre mesi fa gli elettori avevano scelto Nello Musumeci, il candidato che ha unito il centrodestra diventando governatore con quasi il 40% delle preferenze.

La vittoria di Piera Aiello

I numeri non lasciano spazio ad interpretazioni, i dati sono uguali pressoché ovunque, anche nei luoghi un tempo associati a Cosa Nostra. Tra tutte le affermazioni pentastellate in Sicilia, il caso più emblematico è quello di Piera Aiello, testimone di giustizia e candidata "senza volto" nel collegio uninominale di Marsala. Nella zona dov’è nato e cresciuto Matteo Messina Denaro, l'ultimo grande latitante di Cosa nostra, non ha potuto né mostrare la faccia né avere un contatto diretto con gli elettori. Tuttavia, anche se nell'anonimato, ha ottenuto il 51,2%: 20 punti in più di Tiziana Pugliese di Forza Italia, mentre l'uscente Pamela Orrù del centrosinistra si è fermata al 13,5. Sposata a 18 anni con il rampollo di una famiglia mafiosa, Piera Aiello ha deciso di denunciare traffici e delitti di Cosa nostra dopo l'uccisione del suocero seguita, sei anni più tardi, da quella del marito. Nel 1991 ha iniziato a collaborare con la giustizia: il suo interlocutore era Paolo Borsellino, lo "zio Paolo", come lo chiamava lei e con il quale Piera e la cognata, anche lei collaboratrice di giustizia, stabilirono un rapporto molto stretto.

Movimento anche a Corleone

Anche Corleone è adesso un territorio a 5 Stelle. Quella che una volta era considerata la capitale della mafia, oggi vede stravincere i grillini: nel collegio uninominale della Camera il farmacista Giuseppe Chiazzese, fondatore del circolo pentastellato ma senza storia politica alle spalle, ha raccolto il 56,7% delle preferenze e ha staccato di 16 punti l'ex ministro Saverio Romano, candidato di centrodestra fermo al 30%. Solo l'8,3% per il candidato di centrosinistra Salvo Lo Giudice e appena il 2,1% per Serafino La Corte di Liberi e Uguali. "In questo voto la mafia sicuramente non c'entra", assicura Dino Paternostro responsabile della legalità della Cgil di Palermo e per anni segretario della Camera del lavoro di Corleone.

I dati nel resto della regione

È stata una delle regioni con l’affluenza alle urne più bassa (62,7%, dieci punti in meno della media nazionale), ma quasi un siciliano su due ha deciso di appoggiare il M5S. In particolare, nell’isola, il partito di Grillo e del candidato premier Luigi Di Maio ha il 48,75% dei collegi uninominali alla Camera, contro il 31,72% del centrodestra e il 13,64 del centrosinistra. Risultati non differenti per quanto riguarda il Senato con il 48,09% che va al Movimento 5 Stelle, il 32,09 alla coalizione formata da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia, mentre anche in questo caso il centrosinistra non raggiunge il 15% fermandosi al 13,68%.

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