Elezioni 2018, Renzi avvisa i cattolici: "Centrodestra non è moderato"

Politica

Il segretario Pd, durante un evento a Roma: “Siamo al bivio, riflettete”. Poi attacca gli avversari: “Farò il confronto con gli ologrammi". E dice: "Se candidato M5s picchia donne, dire tutti no". Infine esorta: “Crediamoci e vinciamo, il Paese è ripartito grazie a noi”

Il segretario del Pd Matteo Renzi ha rivolto un appello al mondo cattolico in vista dell’election day del 4 marzo (LO SPECIALE). Il leader dem ha invitato a fare attenzione al centrodestra: “Non è a trazione moderata”. Renzi ha parlato sul palco di un evento del partito democratico all'auditorium Massimo di Roma: "Abbiamo avuto punti di discussione con una parte importante del mondo cattolico" come su unioni civili e biotestamento. "E' una discussione che probabilmente vedrà una frattura, almeno con una parte di loro. Ma oggi voglio dire alle donne e agli uomini del mondo cattolico di questo Paese di riflettere bene su cosa avverrà: faccio un appello alle persone che vivono le parrocchie e la realtà associativa. Siamo al bivio: il centrodestra non è a trazione moderata".

Attacco a Lega e M5s

Renzi ha poi attaccato gli avversari politici, a partire dalla Lega: "Lo dico ai romani: vi siete fatti dare dei ladroni per anni e poi li votate pure? Se votate centrodestra ricordatevi che sta guidando la Lega, non Berlusconi. Ieri ho mostrato a Napoli i cori di Salvini contro i napoletani. In questi anni il messaggio prima il Nord è stato dato da quelli che nei collegi del Sud vogliono vincere le elezioni”. Poi il segretario Pd ha lanciato una stoccata anche al M5s: "E' la campagna elettorale più incredibile nel mondo: il dibattito è al livello nel quale lo hanno messo gli altri. Di Maio ha detto: non faccio un dibattito con Renzi, perché non lo faccio. Di Maio sta ancora lì a ricontare gli scontrini”.

“Se candidato M5s picchia donne, dire tutti no"

Renzi, senza citarne il nome, ha commentato la notizia, diffusa dal Corriere della Sera, del candidato M5s, Gregorio De Falco, coinvolto in un presunto caso di violenze domestiche: "Noi non cavalcheremo la schifezza che abbiamo visto" nel M5s ma "se c'è qualche candidato che mette le mani addosso alla moglie o alla figlia, su quello tutti insieme si dica no. Sulla violenza non si scherza. Non possiamo rischiare di avere i nostri rappresentanti a quel livello lì. La lotta alla violenza contro le donne deve essere patrimonio di tutti". (Intanto De Falco ha replicato alle accuse sostenendo di non essere mai stato "violento". "E’ evidente che si tratta di una strumentalizzazione mediatica volta alla denigrazione", ha spiegato.)

I confronti mancati

"Nell'ultima settimana faremo il confronto con gli ologrammi, di Salvini, di Di Maio, di Berlusconi. Ci divertiremo”, ha detto ironicamente Renzi. "Scappano dal confronto non solo perché hanno paura ma perché non hanno la cultura democratica di sapere ce il confronto è l'abc del dibattito politico”. Attacco anche a Berlusconi: “La Flat tax non è mai esistita. Chi ci crede fa prima a credere a Babbo Natale. Non ci sono i numeri, è una barzelletta. Berlusconi ha fatto crescere i capelli e noi i posti di lavoro. Ma abbiamo un problema: sia i suoi capelli che i nostri posti dovrebbero essere un po' più a tempo indeterminato”.

“Su sicurezza e migranti non prendiamo lezioni”

"La sicurezza è tema importante, ma non dobbiamo restare sulla difensiva: in questi anni abbiamo avuto coraggio nelle scelte, e non prendiamo lezioni da chi vorrebbe espellere 600 mila clandestini, dopo averne sanati 640 mila con la Bossi-Fini. Noi non prendiamo lezioni dagli altri sulla sicurezza: sicuramente non basta quello che abbiamo fatto, ma va portato avanti, non interrotto”, ha detto Renzi che poi ha anche imitato la voce di Berlusconi che dice "il trattato di Dublino è atto scellerato”. “Quelli in camicia verde, qualcuno dei quali è un pistolero della domenica - ha aggiunto Renzi riferendosi alla Lega - non si rendono conto di quello che hanno fatto sui temi della sicurezza quando erano al governo: loro hanno tagliato i fondi, noi abbiamo investito".

“Crediamoci e vinciamo”

Renzi ha poi parlato degli ex compagni di partito, confluiti in LeU: "Chi se ne è andato dal nostro partito avrà sempre il nostro rispetto. Ma chi vota oggi il partito di D'Alema dà una mano alla destra e avvicina Salvini a Palazzo Chigi”. Poi l’ex premier ha esortato a “crederci”: “Andiamo a prenderci questa vittoria, smettiamo di piangerci addosso, andiamo a essere primo partito del Paese e primo gruppo parlamentare. O lo fa il Pd o è un problema per l’Italia. Negli ultimi quattordici giorni dobbiamo cercare di scrollarci di dosso la stanchezza, la rassegnazione".

“Paese ripartito grazie a Pd” 

Renzi ha detto che il Pd “ha ridotto le tasse sul lavoro e l'Italia ha iniziato a creare posti di lavoro. Se l’Italia sta meglio di 4 anni fa certo che è merito degli italiani ma chi crede alla politica non può dire che è merito solo degli italiani. E' merito di chi ha fatto delle riforme, alcune bene e altre meno bene: questa cosa non l'ha fatta un presidente del Consiglio o un governo ma il Partito democratico”.

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