Elezioni 2018, Regionali Lombardia: i candidati e come si vota

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Nell'Election day del 4 marzo i seggi saranno aperti anche per eleggere il nuovo governatore e per rinnovare il Consiglio regionale. Ecco una guida per arrivare preparati, dai candidati al metodo di voto. LO SPECIALE ELEZIONI

Sette candidati presidenti e 19 liste. Nell’Election day del 4 marzo in Lombardia saranno loro a contendersi la carica di governatore e gli 80 seggi del Consiglio regionale. Il centrodestra cerca una conferma con il leghista Attilio Fontana, dopo i 5 anni da governatore di Roberto Maroni, che ha scelto di non ricandidarsi. A sfidarlo ci sarà per il centrosinistra Giorgio Gori, attuale sindaco di Bergamo e "renziano" di ferro. Dario Violi, consigliere regionale uscente, è il candidato scelto nelle primarie online del Movimento 5 Stelle. In corsa anche Liberi e Uguali (con Onorio Rosati), Casapound (con Angela De Rosa), il movimento autonomista Grande Nord (con Giulio Arrighini), e la lista Sinistra per la Lombardia (con Massimo Gatti). Si vota dalle 7 alle 23 del 4 marzo, la consultazione è a turno unico. È ammesso il voto disgiunto ed è possibile esprimere due preferenze, purché siano per due candidati di sesso diverso. Lo spoglio delle schede comincia il giorno successivo, lunedì 5 marzo, dalle ore 14 (LO SPECIALE ELEZIONI).

Chi sono i candidati governatori

Attilio Fontana è il candidato scelto dalla coalizione di centrodestra dopo la rinuncia del presidente uscente Roberto Maroni a ripresentarsi per un secondo mandato. Avvocato di Varese, 65 anni, è stato sindaco della sua città per 10 anni, dal 2006 al 2016, e presidente dell’Anci Lombardia dal 2009 al 2014. È considerato un leghista “moderato”, ma durante la campagna elettorale ha fatto molto discutere una sua intervista in cui parlava di “razza bianca a rischio” per il fenomeno dell'immigrazione non controllata. Fontana è sostenuto da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia, Noi con l'Italia-UDC, Energie per l'Italia Partito Pensionati e la lista civica Fontana Presidente.

Il centrosinistra ha scelto invece Giorgio Gori, sindaco Pd di Bergamo attualmente in carica. Dopo un lungo passato da giornalista è entrato in politica: molto vicino a Matteo Renzi - e anche per questo accolto tiepidamente da Liberi e Uguali, che ha deciso di non sostenerlo -, ha curato la comunicazione del segretario del Pd nel 2012. Nel 2014 ha vinto le Amministrative a Bergamo ed è stato eletto sindaco. Gori è sostenuto da Pd, Lista Gori, Obiettivo Lombardia per Gori, Insieme, Lombardia Progressista, +Europa e Civica Popolare.

Il Movimento 5 Stelle candida Dario Violi, 32 anni e consigliere regionale uscente. Nato a Lovere, in provincia di Bergamo, è laureato in Scienze politiche e si è specializzato in cooperazione internazionale. Per la candidatura alle elezioni regionali del 2018 Violi ha ricevuto 793 voti, sui 4.286 arrivati durante la consultazione online, battendo per soli sette voti Massimo Felice De Rosa, arrivato secondo.

Dopo il fallimento dell’alleanza con il Pd, Liberi e Uguali candida Onorio Rosati, ex segretario generale della Camera del lavoro di Milano. Corrono anche Casapound, con Angela De Rosa, il movimento autonomista Grande Nord con Giulio Arrighini, e la lista Sinistra per la Lombardia con Massimo Gatti.

I principali candidati al Consiglio regionale

Lo scorso 3 febbraio le 19 liste in corsa hanno depositato i nomi dei propri candidati per il Consiglio regionale. Fra i candidati del Pd a Milano c'è l'assessore comunale alla Sicurezza, Carmela Rozza. Mentre l'avvocato Antonella Calcaterra, che ha difeso Fabrizio Corona, corre con Lombardia Progressista. Capolista della Lista Gori a Milano è Giovanni Battista Armelloni, ex presidente delle Acli lombarde; a Varese è il presidente della Provincia, Gunnar Vincenzi. Nelle liste dei 5 Stelle ci sono anche il consigliere segretario del Pirellone, Eugenio Casalino, e il deputato Massimo De Rosa. In Lombardia Progressista c'è anche il senatore ex M5S Luis Orellana, mentre con LeU c'è l'ex sindacalista Dario Balotta, esponente di Legambiente.

Fra le fila di Forza Italia, a Milano, corre per un bis in Regione l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, mentre si candida per la prima volta la consigliera comunale Silvia Sardone. Cerca una riconferma, sempre a Milano, l'ex vicesindaco Riccardo De Corato, che è nella lista di Fratelli d'Italia insieme a due consiglieri uscenti della Lista Maroni, Maria Teresa Baldini e Antonio Saggese. A Brescia, si candidano l'assessore regionale Viviana Beccalossi e Stefano Renga, fratello del cantante Francesco.

La Lega schiera gran parte dei consiglieri regionali uscenti. A Milano ha come capolista Gian Marco Senna, proprietario di diversi ristoranti in città, seguito dal consigliere comunale Massimiliano Bastoni. Capolista della Lista Fontana, sempre a Milano, è l'ex canoista Antonio Rossi, assessore regionale uscente allo Sport.

Quando e come si vota

Si potrà votare dalle ore 7 alle ore 23 di domenica 4 marzo, presso il Comune di residenza, nella sezione elettorale indicata sulla propria tessera elettorale. Lo spoglio comincerà alle 14 del giorno successivo, lunedì 5 marzo. Gli elettori lombardi eleggeranno a turno unico il nuovo presidente di Regione e sceglieranno il nuovo Consiglio Regionale, composto da 80 consiglieri compreso il nuovo governatore eletto. I restanti 79 consiglieri saranno eletti con metodo proporzionale sulla base di liste circoscrizionali collegate a un candidato presidente. Ogni circoscrizione corrisponde a una provincia. Per facilitare la governabilità è previsto un premio di maggioranza nel Consiglio regionale per le liste collegate al presidente eletto: almeno 44 seggi (cioè il 55% dei seggi del Consiglio regionale) se il presidente ha ottenuto meno del 40% dei voti validi. Mentre almeno 48 seggi (cioè il 60% dei seggi consiliari) è il premio previsto se il presidente ha ottenuto il 40% o più dei voti validi.

La scheda elettorale

Si vota su un’unica scheda: gli elettori dispongono di un voto per il candidato presidente e di un voto per una lista provinciale. Sono possibili tre opzioni: barrare solo il nome del candidato presidente, barrare solo la lista (in questo caso il voto va automaticamente al candidato presidente a essa collegato) o barrare entrambi. È ammesso il voto disgiunto: si può, cioè, votare per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle altre liste a lui non collegate. L’elettore può esprimere fino a due voti di preferenza tra i candidati della lista votata. Nel caso vengano espresse due preferenze, queste devono essere per candidati di sesso diverso.

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