Berlusconi-Salvini-Meloni: quattro ore di vertice ad Arcore

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Dopo vari rinvii si riuniscono i leader del centrodestra. Il cavaliere su Twitter pubblica il nuovo simbolo di Fi: c'è Berlusconi presidente. Ma lui non si può candidare. Cinguetta anche il leader del Carroccio: #STOPFORNERO. #4marzovotoLega"

E' durato 4 ore l'incontro ad Arcore tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Ad annunciarlo era stato il leader della Lega che ha pure messo sul tavolo un argomento divisivo, come l'abrogazione della legge Fornero, il che lascia intendere che anche la questione della definizione dei candidati nei collegi uninominali è ancora lontana da essere risolta. Dall'incontro sembrano esclusi i leader della cosiddetta quarta gamba, mentre oggi Stefano Parisi ha detto che presenterà simbolo e proprie liste eventualmente anche fuori dalla coalizione.

Il simbolo di Forza italia

A poche ore dall'atteso vertice ad Arcore, il cavaliere su Twitter ha pubblicato il nuovo logo di Forza Italia: un cerchio blu e sotto la scritta "Forza Italia", campeggia "Berlusconi presidente". Lui però, per effetto della legge Severino, non si può candidare: nel 2013 è stato fatto decadere da senatore e dichiarato ineleggibile

E quello della Lega

Non è da meno il leader del Carroccio che, sempre su Twitter, ribadisce: "Il primo impegno del governo Salvini: #STOPFORNERO. #4marzovotoLega. E arricchisce il cinguettio con il logo "Stop Fornero. Salvini premier".

La ricerca dei candidati

Che la tensione ci sia lo dimostra l'appello di Maurizio Gasparri a non superare il livello di guardia: "Abbiamo un grande vantaggio che non possiamo disperdere. Il nostro obiettivo è creare una maggioranza che controlli entrambe le Camere per dare un governo stabile all'Italia". I coordinatori regionali azzurri stanno sollecitando Berlusconi sul fatto che i candidati devono essere radicati sul territorio perché con il Rosatellum sulla scheda compaiono i nomi dei candidati nei collegi uninominali e dei listini di partito (tra i due e i quattro nomi). Eventuali nomi della società civile, che l'ex Cavaliere vorrebbe "paracadutare" nelle varie regioni, rischiano di far perdere voti a vantaggio della Lega (al Nord) e di Fdi e della quarta gamba al centro-sud.

Tajani si sfila dalla corsa

E poiché il patto con Salvini è che il partito con più voti esprimerà il candidato premier, si aprirebbe uno scenario negativo. Comunque per Palazzo Chigi ieri Antonio Tajani si è tirato fuori dalla corsa. D'altra parte Berlusconi ha bisogno nei listini proporzionali di candidati fidati. Egli infatti non sarà in Parlamento a guidare i suoi eletti, che potrebbero subire il fascino di Salvini che invece sarà deputato, con maggiori possibilità di essere il leader parlamentare della coalizione. E in caso di pareggio le scelte sarebbero tutte da prendere.

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