Salvini a Di Maio: "Referendum sull'euro? Una sciocchezza"

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Il leader della Lega respinge l'ipotesi avanzata dal candidato premier M5S. Escluso anche un appoggio ad un esecutivo targato Cinque Stelle: "No a un governo 'Spelacchio'". Renzi: "Chi vuole uscire dalla moneta unica fa male ai lavoratori"

Matteo Salvini boccia l’ipotesi di un referendum sull’euro, avanzata nei giorni scorsi dal candidato premier del M5S Luigi Di Maio, bollandola come una “sciocchezza”. Il leader della Lega, durante un intervento radiofonico, ha spiegato che “c'è la possibilità di avere altre soluzioni per pagare il debito mantenendo l'euro. La mia prospettiva non è uscire dall'euro ma rientrare con nuove regole”. Salvini ha poi escluso la possibilità di un appoggio della Lega ad un eventuale esecutivo targato Movimento 5 Stelle: “Basta vedere Spelacchio a Roma, come governano le città. Dico no a un 'governo Spelacchio'”. Chiusura totale del leader della Lega anche a un governo Gentiloni bis, ipotizzato recentemente da Silvio Berlusconi.

No ad appoggio a Di Maio e a Gentiloni bis

Salvini ha spiegato la sua opposizione alla possibilità di una consultazione sulla moneta unica: "La vera emergenza è portare il lavoro in Italia: l'euro fa parte delle regole europee che devono cambiare. Da 15 anni ci sentiamo dire che bisogna chiudere gli ospedali per ridurre il debito che invece è aumentato”. Interpellato poi sulle diverse ipotesi sul governo dopo le prossime elezioni, il leader della Lega ha le idee chiare: no a un Gentiloni bis, no all’appoggio a un esecutivo Di Maio: “Abbiamo già dato, basta con governi della sinistra, basta con altri governi Gentiloni, basta con i poltronari. Già l'ho detto a Berlusconi. Votare persone che cambiano idea dopo il voto sono le cose che fanno allontanare la gente dal voto". E sulla seconda eventualità: “Escludo l'appoggio della Lega a un governo Di Maio. Va bene cambiare idea, ma M5S cambia idea continuamente. L'unica coalizione che può avere il 40%”, aggiunge Salvini, “è quella del centrodestra e Mattarella chiamerà uno di noi a formare il governo”.

"La Lega punta al 20%. Manterremmo alcune parti del Jobs act"

Salvini poi parla dell’ambizioni della Lega (“puntiamo almeno al 20%”) annunciando che “domani (21 dicembre, ndr) presenteremo il simbolo. I sondaggi veri ci saranno il 4 di marzo, ma credo che ci arriveremo”. Il leader della Lega ammette che "al governo manterrei gli 80 euro di Renzi e alcune parti del Jobs Act" spiegando che "non è che quando uno va al governo deve per forza cancellare tutte le cose che hanno fatto gli altri per partito preso".

Renzi: "Chi vuole uscire dall'euro fa male ai lavoratori"

Di euro e dell'ipotesi di una consultazione referendaria per l'uscita dalla moneta unica ha parlato anche l'ex premier Matteo Renzi, nella sua consueta Enews: "Di Maio ha detto con chiarezza che lui voterebbe per l’uscita dell’Italia dall’Euro. Aiuto!", si legge nel post del segretario Pd. Renzi cita dati positivi sull'export e sulla crescita dell'occupazione, affermando che "tutto ciò non sarebbe stato possibile senza le riforme, ma anche senza la stabilità data dall’appartenenza all’eurozona. Dunque: chi vuole far uscire l’Italia dall’euro fa del male ai lavoratori, alle aziende, al benessere del nostro Paese". Renzi ha concluso: "Questa non è l’unica differenza tra noi e la coppia Salvini-Di Maio. Ma è una differenza abissale. Spieghiamo bene le diverse squadre in campo. E vedrete che la maggioranza relativa degli italiani ci chiederà di andare avanti".

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