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Def, Pisapia nega strappo con Mdp. Su D'Alema: "Faccia passo di lato"

Politica

“Non mi aspettavo altro di diverso”, dice il leader di Campo progressista a Radio Capital dopo la decisione di Mdp di non votare la relazione al Def. “Non si chiudono le porte alla trattativa”, aggiunge. Sull’ex premier: “Continua a fare dichiarazione che dividono”

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“Non mi aspettavo altro di diverso, non c’è uno strappo”. Giuliano Pisapia, leader di Campo progressista, parla della decisione di Mdp di non votare la relazione al Def (e di uscire dall'esecutivo con le dimissioni del viceministro dell'Interno Filippo Bubbico). L’ex sindaco di Milano nega di essere deluso. “Era fondamentale che Mdp non votasse contro lo scostamento di bilancio, c'erano deputati e senatori che volevano votare contro lo scostamento e invece ora inizia un percorso”, dice a Radio Capital. E aggiunge: Con la decisione di ieri “non si chiudono le porte alla trattativa e si salvaguardano” alcune “somme per fare passi avanti” con il governo sulla manovra.

Su D’Alema: “Continua a fare dichiarazioni che dividono”

Pisapia parla anche di Massimo D’Alema. “Sa perfettamente – dice riguardo alla richiesta che l’ex premier gli ha rivolto di candidarsi alle elezioni – che io sono a disposizione di un progetto unitario e invece lui continua a fare dichiarazioni che dividono. Faccio un esempio: lui era favorevole che non si votasse lo scostamento di bilancio che avrebbe portato all'aumento dell'Iva. Io e altri abbiamo voluto fare un percorso diverso. Io sono dell'idea che chi non ha obiettivi personali potrebbe fare un passo di fianco, bisogna essere in grado di unire. E vale per lui come per me”.

“Anche Renzi divisivo, ma ha vinto primarie”

Pisapia aggiunge che anche “Renzi è molto divisivo all'interno e all'esterno del Pd, ma ha vinto le primarie con due milioni di voti”. “Bisogna uscire dai personalismi – sottolinea l’ex sindaco spiegando la sua posizione riguardo al rapporto tra Mdp-Cp e Pd – c'è un popolo del Pd che si sente di centrosinistra, ma che non vota più. Io credo che bisogna fare i conti col Pd, trovare un minimo di condivisone che oggi non c'è”. “Con questa legge elettore – dice ancora – ognuno dovrebbe cercare di avere il maggior numero di consensi per avere una maggioranza che non sia di destra o grillina”.

“Il mio obiettivo è una sinistra di governo”

Durante l’intervista, Pisapia esclude le primarie di coalizione: “È troppo tardi, io ne ho parlato un anno fa per unire due anime diverse ma come abbiamo visto sono troppo diverse e bisogna fare un altro percorso”. Sul suo futuro nel centrosinistra aggiunge: “Il mio obiettivo è una sinistra di governo. Vedo posizioni differenti, ma per un po' vado avanti, poi vedo. Sapevo delle difficoltà. È evidente che le divisioni sono emerse, ma sono più di ceto politico che tra le persone: chi è in Parlamento ha più problematiche, mentre in giro per l'Italia sento le persone che dicono di andare avanti per l'unità. Certo, serve una discontinuità con il passato”.