Amnistia, Quagliariello: va applicata anche a Berlusconi

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Il ministro Pdl: "Credo che la Cancellieri sia stata interpretata male. Nessuno può ritenere che una legge non valga per un singolo cittadino”. La Guardiasigilli chiarisce: "In passato provvedimenti simili mai per reati fiscali". Ancora critiche a Renzi

"Penso che nessuno possa ritenere che una legge possa non essere applicata soltanto a un cittadino. Rimango convinto che una legge debba essere applicata a tutti i cittadini". Così, su Radio 24, il ministro per le Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello, tornando sul dibattito su amnistia e indulto, commenta le parole del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri secondo la quale eventuali provvedimenti di clemenza non saranno applicati a Berlusconi. "Credo che le parole della Cancellieri siano state mal interpretate" ha proseguito. Poi, sulla posizione del Quirinale: "Napolitano ha detto che amnistia e indulto sono una parte della più generale riforma della giustizia che vanno subito messe all'ordine del giorno del governo. Stiamo lavorando per arrivare a una conferenza congiunta in cui riforma dello stato e riforma della giustizia siano due aspetti della stessa medaglia. Riforma entro maggio, questi sono i tempi europei".
Ma è la stessa Guardiasigilli a chiarire la propria posizione: "Sulla base di esperienze passate, ho osservato che non ci sono precedenti per reati simili (fiscali ndr). Ma non scippo le prerogative del Parlamento. Non intendo pronunciarmi finché il Parlamento non parlerà".

Quagliariello e le tensioni nel Pdl -
A proposito del Pdl e delle tensioni interne degli ultimi giorni, Quagliariello ha poi osservato: "Meglio due partiti che un litigio permanente, ma speriamo di evitare anche il litigio nello stesso partito". E ancora: "L'unico leader del centrodestra che può convivere con Berlusconi può essere Alfano se se lo conquista all'esterno. Ce lo ha insegnato Berlusconi, le battaglie non le ha mai fatte dentro il partito, il centrodestra è diventato maggioritario fuori".

Divisioni nel Pd - Il tema amnistia-indulto continua a dividere anche il Pd, dopo le critiche di Renzi alle misure di clemenza chieste da Napolitano. Critiche che hanno provocato una dura reazione del ministro Zanonato che ha paragonato il sindaco di Firenze a Grillo. Sulle polemiche è intervenuto anche il deputato del Pd e vicepresidente della Camera Roberto Giachetti a Radio Radicale. "Chiarito che la penso diversamente da Matteo sull'amnistia, dico anche che trovo assolutamente singolare quello che sta accadendo: sentire nel partito Zanonato che dice che Renzi è come Grillo mi fa tornare a un anno fa quando qualcun altro diceva che Renzi è come Berlusconi, non c'è nemmeno troppa fantasia in quello che si dice".

Grillo: interpellare i cittadini - Ed interviene anche Beppe Grillo che, rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica dopo le polemiche scatenate dal messaggio del Colle sul nodo carceri, invita a chiedere il parere dei cittadini:


Boldrini: "Problema c'è ma no a soluzioni tampone" - Sul tema arrivano anche le parole della presidente della Camera Laura Boldrini. "A prescindere dalla vicenda di Berlusconi, una riposta va trovata: ad individuarla saranno i gruppi parlamentari, ma non si può fare finta che il problema non esista" ha detto a Radio Capital e Radio Montecarlo. "Il sovraffollamento carcerario è un problema serio, non serve una soluzione tampone, occorrono risposte adeguate".

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