Imu, Napolitano firma dl: sparisce Irpef su case sfitte

Politica

Il presidente della Repubblica ha messo la firma sul decreto. Salta all'ultimo il ripristino dell'imponibilità sui redditi per le seconde case non abitate. Slitta anche la deduzione per i capannoni. Se mancheranno coperture ci sarà un aumento delle accise

Giorgio Napolitano chiude la pratica Imu. il Capo dello Stato ha firmato il decreto giusto in tempo per la pubblicazione in Gazzetta il 31 agosto. Scongiurato dunque il rischio che la prima rata si dovesse pagare entro metà settembre. Con la firma l'iter si conclude e anche la seconda rata salterà. Dal decreto è scomparsa anche una delle norme più criticate: il ritorno dell'Irpef sulle seconde case sfitte. L'articolo era comparso nelle bozze del decreto circolate prima del Consiglio dei Ministri di mercoledì ma non compare più nella versione definitiva del provvedimento.

Salta la deducibilità per i capannoni - Salta però in contemporanea anche la misura che da Irpef seconde case traeva copertura: la deducibilità per i capannoni delle imprese. Ma su questo arriva un impegno del Governo: la deducibilità per i capannoni delle imprese "bisogna farla con la Legge di Stabilità", spiega il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, aggiungendo che l'agevolazione dovrebbe valere per l'anno di imposta 2013, cioè deducibile nel 2014. E il viceministro all'Economia, Stefano Fassina fissa un obiettivo anche più a breve termine: "Cercheremo di correggere in Parlamento e di aiutare le imprese attraverso la reintroduzione della deducibilità dell'Imu".

La clausola per la copertura - E proprio per avere "l'assicurazione-copertura" al decreto il Governo inserisce nel testo una clausola di salvaguardia: se non dovessero entrare i fondi pari a circa 1,5 miliardi previsti dall'Iva successiva ai pagamenti P.a. e dalla transazione sulle slot machine è previsto un ritocco degli acconti Ires, Irap e delle accise. Nel decreto pubblicato ci sono, accanto alle conferme, alcune novità dell'ultima ora. Una riguarda le assicurazioni: viene infatti dimezzato il tetto massimo di detraibilità delle polizze vita che passa dagli attuali 1.291,14 euro a 630 euro per il periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013. Poi si scende a 230 euro a decorrere dal periodo d'imposta 2014. Sono compresi i premi vita e infortuni stipulati o rinnovati entro il periodo d'imposta 2000. E da questo il Governo punta a recuperare oltre 400 milioni.

La stangata Tares - Si conferma poi la transazione per i gestori delle slot machine (una quota dei 9 miliardi contestati) mentre per i Comuni si prevede una compensazione da 2,3 miliardi nel 2013 e la possibilità di presentare i bilanci a novembre invece che settembre. Gli imprenditori intanto fanno i conti: devono digerire la non detraibilità che il Governo dice però arriverà a breve. Ma il vero incubo ora si chiama Tares: per i capannoni industriali, calcola la Cgia, si prospettano aumenti fino a 1.133 euro con aumenti pesanti anche sui negozi (+98 euro) e sulle abitazioni (+73 euro). Il tutto in attesa della Service tax.

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