Lorenzin a SkyTG24: "L'Imu sulla prima casa non tornerà"

Politica

Il ministro della Salute, ospite de l'Intervista di Maria Latella, lega la tenuta del governo alla cancellazione della tassa e assicura che non ci saranno nuovi tagli alla Sanità: "La spesa sanitaria è quella più aggredita"

Il  ministro per la Salute, Beatrice Lorenzin, ospite de l'Intervista di Maria Latella su SkyTG24, ha assicurato che "l'Imu sulla prima casa non tornerà". "Sono sicura che l'Imu sulla prima casa non tornerà, anche perché altrimenti noi del Pdl non potremmo stare al governo" ha affermato il ministro. "Su spinta di Silvio Berlusconi - ha aggiunto Lorenzin - noi ministri del Pdl sosteniamo il governo per fare due cose: diminuire le tasse e fare la riforma della costituzione". "Se non saremo capaci di fare queste due cose - ha spiegato - il governo non avrà la tenuta per resistere".
"L'Imu sulla prima casa non si dovrà più pagare è quanto ha assicurato a SkyTG24 anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi (VIDEO), mentre per l'esponente Pd Rosi Bindi, l'Imu va ristrutturata, ma è "impensibile" toglierla del tutto dalla prima casa (VIDEO).

Riguardo al suo dicastero, Lorenzin ha assicurato che non ci saranno tagli alla sanità per coprire il mancato aumento dell'Iva e la sospensione dell'Imu:  "Ho detto subito dal primo giorno al Ministro Saccomanni che il sistema sanitario nazionale non poteva più accettare tagli lineari. La spesa sanitaria è quella più aggredita e conosciuta". "Oggi si puo' ancora risparmiare in sanità - ha ggiunto - facendo governance sui territori e riprogrammazione della spesa sanitaria".

In un'intervista, a La Stampa, inoltre, il ministro per la Saluta ha sostenuto che il sistema dei ticket deve cambiare perché metà degli assistiti non li paga "perché esente e consuma l'80% delle prestazioni". Lorenzin conferma anche che non ci sarà l'aumento di due miliardi a partire dal 1 gennaio 2014. Ci sono, ha affermato Lorenzin, "dieci miliardi che si possono recuperare". "Possiamo risparmiare e ottimizzare le cure con il piano quinquennale per la deospedalizzazione e le cure domiciliari che stiamo perfezionando. Mettendo in rete ospedali asl e studi dei medici di famiglia, mentre una mano ce la dara' l'informatizzazione e il fascicolo sanitario elettronico" cosi' come "la farmacia dei servizi" e le "centrali di acquisto". E dal piano di "riprogrammazione della spesa che definiremo nel Patto" andranno trovate le risorse anche per gli studi h24 dei medici di famiglia "che non possono essere relegati al ruolo di compila-ricette".

Quanto ai ticket non c'è volontà di "fare cassa" ma "in alcune aree del Paese - osserva - gli esenti per reddito Irpef arrivano al 70%" e "chi paga paga troppo". Bisogna quindi "spalmarli in modo più equo sulle prestazioni sanitarie e ridurre il numero degli esenti". L'aggancio all'Isee potrebbe essere una strada, ma "tenendo in maggiore considerazione i carichi familiari oltre che la ricchezza effettiva. Sono tutte cose delle quali parleremo nei prossimi giorni con le Regioni e con l'Economia".

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