Bersani: "Mia proposta per tutti i partiti". Tensione nel Pd

Politica

Proseguono le consultazioni alla ricerca di una maggioranza. Fassina: "Nel partito c'è chi vuole indebolire il segretario". Renzi telefona al premier incaricato. L'allarme di Confindustria: "Vicini alla fine, serve un governo" (VIDEO: 1/2)

"La proposta che rivolgo alle forze parlamentari si basa su uno schema che consente a ciascuna di esse di riconoscervisi". Così Pier Luigi Bersani al termine della seconda giornata di consultazioni. Il premier incaricato ha sottolineato che la sua proposta "non può prescindere da una esigenza di cambiamento" e prevede pure "un binario per far viaggiare riforme istituzionali ed elettorale". "Ciò mette ogni forza parlamentare - ha proseguito - nelle condizioni di potervi trovare qualcsa di positivo". "Questa mi sembra la strada piu sensata - ha detto ancora Bersani - ancorché stretta, che offro a tutte le forze parlamentari. Altre mi sembrano più complicate" (IL VIDEO).
Così, il premier incaricato, con una mano è impegnato a incassare il sostegno delle forze sociali, con l'altra deve placare le nuove tensioni scoppiate nel Pd. Il "doppio binario" esecutivo-riforme istituzionali su cui si muove il tentativo di Pier Luigi Bersani è diventato anche un doppio fronte. Esterno, per cercare una maggioranza, e interno per tacitare lo scontro in atto su una possibile apertura al Pdl che il leader continua a escludere ma che qualche renziano, e non solo, invoca. Ma la giornata si è chiusa con una telefonata chiarificatrice tra il segretario e Matteo Renzi.
Intanto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dopo l'incontro con il segretario del Pd, lancia un allarme sulla situazione economica invocando l'arrivo di un esecutivo (I VIDEO: 1/2).

Fassina: "Indebolire il tentativo di Bersani vuol dire avvicinare le elezioni" - "E' grave - scrive Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, su Facebook - che in ore decisive per  la costruzione di un governo adeguato alle sfide di fronte all'Italia, una parte del Pd intervenga per indebolire il tentativo del presidente incaricato Bersani prospettando una possibile maggioranza con il Pdl  per un governo del presidente". Avverte Fassina: "I cittadini italani alle elezioni hanno chiesto inequivocabilmente cambiamento, sia sul terreno dell'etica pubblica sia sul terreno della politica economica". Chiude così a un possibile accordo con il Pdl: "Un partito guidato da chi per venti anni ha praticato un uso proprietario e personalistico delle istituzioni e delle risorse pubbliche e ha portato l'Italia sull'orlo del baratro non può essere interlocutore di un governo di cambiamento". E aggiunge: "Gli obiettivi di parte, di una parte del Pd, almeno in una fase così delicata, non dovrebbero essere anteposti all'interesse del Paese. Indebolire il tentativo di Bersani vuol dire avvicinare le elezioni".

Squinzi: "Serrve un governo" - Dopo gli incontri con l'Anci e con il Terzo Settore, oggi a Bersani è toccato incontrare il numero uno di Confindustria: "Non c'è rimasto tempo, siamo vicinissimi alla fine", ha detto Squinzi parlando della situazione delle imprese e chiedendo al più presto un "governo stabile in grado di governare e che faccia appello a tutti gli uomini di buona volontà". Tra le priorità indicate da Squinzi, che il prossimo governo dovrà affrontare come "terapia d'urto per i primi 100 giorni", c'è il pagamento dei debiti pregressi della p.a., ormai "drammatico" per le imprese. Ma bisognerà anche rivedere la legge Fornero e "abbassare il costo del lavoro fino all'8%, eliminandolo dalla base imponibile Irap".

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