Bari, Emiliano: “Io fesso per 50 cozze pelose, non corrotto”

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Il sindaco, che non è indagato, in un’intervista a Repubblica si difende dall’accusa di aver favorito l’impresa dei fratelli De Gennaro al centro di un’inchiesta. “E’ assurdo paragonare chi accetta un pacco natalizio a chi si intasca tangenti”

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"Il processo me lo faccio da solo, visto che non sono accusato di alcun reato. Mi processo davanti a tutti per quattro spigole e cinquanta cozze pelose" e "mi condanno. Per leggerezza". "Ho sbagliato, sono stato un fesso, non certo un corrotto. I Degennaro non hanno avuto favori dalla mia giunta, nulla di nulla". Così il sindaco Pd di Bari, Michele Emiliano, in un'intervista a Repubblica si difende dall’accusa di aver favorito l'impresa edile Dec dei fratelli Degennaro al centro di una inchiesta della Procura barese.

Il primo cittadino non è indagato. Nelle carte dell'inchiesta barese che ha portato all'arresto del consigliere regionale Pd, Gerardo Degennaro, del fratello e di funzionari pubblici, coinvolti sulla presunta irregolarità di alcuni appalti realizzati a Bari negli ultimi anni, figura solo come destinatario di un maestoso cesto culinario, pieno di champagne, vino, formaggi, “quattro spigoloni, venti scampi, ostriche imperiali, cinquanta noci bianche, cinquanta cozze pelose, due chili di allievi locali di Molfetta e otto astici". "Non dovevo accettare quel regalo. Però trovo assurdo mettere sullo stesso piano chi intasca tangenti milionarie e chi accetta un pacco natalizio" afferma Emiliano a Repubblica. Poi, si dice "grato" ai magistrati poiché"senza questa inchiesta non mi sarei reso conto di chi sono i Degennaro. Io li consideravo amici e invece mi stavano vicino soltanto per calcolo".

"Io sono una persona perbene - si difende ancora il Primo cittadino pugliese -, uno che ha lavorato per il bene della sua città". La sua ascesa politica rischia di essere compromessa dalla vicenda delle cozze e delle spigole? "A me - replica Emiliano - della carriera politica non importa più niente. voglio salvare il mio onore. Voglio consegnare ai miei figli un cognome pulito, come io l'ho ricevuto da mio padre". "Voglio rimanere fino alla fine - conclude -, sbattere fuori dal Comune di Bari chiunque si sia avvicinato a me per fare i propri affari. Poi potrò passare la mano a qualcun altro: dubito più onesto, magari più furbo".

In difesa di Emiliano interviene anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. "Un sindaco che ha un mandato diretto dal popolo, che reagisce assumendosi le sue responsabilità politiche, non dovendosi difendere da quelle penali, in un anno di crisi ha il dovere di non far precipitare la vita amministrativa. A Bari si bloccherebbe tutto.." dice in un’intervista a La Stampa.

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