"Chiedere le mie dimissioni è da analfabeti del diritto"

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Così il presidente della Camera intervistato da Enrico Mentana. E aggiunge: resto fino a fine legislatura, ma in caso di elezioni in primavera sono pronto

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"Chiedere le mie dimissioni è da analfabeti del diritto costituzionale". Con la Costituzione in mano Gianfranco Fini risponde così alle domande di Enrico Mentana sul Tg di La7.
E aggiunge: "Futuro e libertà sosterrà i punti che Berlusconi presenterà. Ovviamente chiederà di contribuire a scrivere punti".
Il futuro? "Berlusconi deve governare, il voto adesso è una scelta incomprensibile. Se si dovesse andare alle urne in primavera noi saremmo comunque pronti". 

Su Montecarlo il presidente della Camera conferma: "Non ho nulla da temere. Poiché è stata aperta un'indagine aspetto con serenità. Non sono mai andato in quella casa a Montecarlo e comunque non è un problema politico rilevante. Sono indignato per chi da un mese ha sottoposto la mia famiglia ad un'autentica lapidazione. Questa vicenda ci ha uniti ancora di più".

Immediata la replica di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl:  "Fini pretende di avere botte piena e moglie ubriaca: tenersi la poltrona, e insieme ferire e terremotare le  istituzioni, piegandole alle esigenze della sua fazione".

Le parole di Gianfranco Fini arrivano dopo il vertice di maggioranza di lunedì sera in cui Umberto Bossi aveva ribadito la sua volontà di andare subito al voto. Si era parlato anche di una richiesta di incontro con Giorgio Napolitano. Una richiesta subito smentita dal Quirinale.

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