Piazze, blog e fantasia: la campagna elettorale di Grillo

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Visitors, squali, veline, comics: in rete impazzano i manifesti e i video del Movimento di Beppe Grillo. Cinque i candidati alle regionali per cinque temi che partono dal web e viaggiano su un camper: ambiente, acqua, sviluppo, connettività, trasporti

di Serenella Mattera

«Guardate queste facce… Con questi non vinceremo mai! Guardateli, come facciamo a vincere? Infatti non vogliamo vincere. Vogliamo cambiare l’Italia!». Beppe Grillo, si sa, non è uno che ama le mezze misure. È uno che se decide di fondare un Movimento a cinque stelle e di presentare candidati alla presidenza di regioni importanti come il Veneto, la Lombardia, la Campania, il Piemonte e l’Emilia Romagna, poi prende in prestito un camper (rigorosamente ecologico) e si fa in quattro per sostenere i propri candidati. «Di notte dormo – racconta - mi sveglio al mattino in una nuova città. Prendo un cappuccino e faccio un comizio, uno dopo l’altro». Anche due, tre al giorno, senza mai perdere la forza polemica. «Siamo un Paese fallito!», ha detto a Verona. «Le Ecoballe sono la metafora dell’Italia di questi anni – ha tuonato a Giugliano (Napoli) – Non sappiamo cosa c’è dentro le ecoballe: banche, rifiuti tossici, P2, camorra. Ci trovi dentro qualsiasi cosa, come nel nostro governo: sono la metafora della putrescenza della politica italiana di oggi».

E allora ecco che il comico-blogger più famoso d’Italia, si fa «detonatore» di una «rivoluzione» che viene dalla Rete. Con un Movimento che «è un virus contagioso», ma si fonda su «idee che non sono rivoluzionarie, bensì basate sul buon senso: l’acqua davvero pubblica, le fonti energetiche rinnovabili, la trasparenza della pubblica amministrazione con le webcam nei consigli regionali e comunali, le liste pulite senza condannati, il wi-fi libero e gratuito per tutti». I temi che sono riassunti nelle cinque stelle (ambiente, acqua, sviluppo, connettività, trasporti), oltre al «detonatore» Grillo naturalmente, sono il minimo comun denominatore dei cinque aspiranti governatori del Movimento. Che saranno tutti insieme in piazza Duomo, a Milano, il 24 marzo alle 18, nell’evento nazionale in cui il comico genovese lancerà le sue truppe nell’assalto finale al voto. Ma intanto, la battaglia si combatte nelle singole Regioni. Con le armi della fantasia e la forza dei volontari. Anche perché soldi ce ne sono pochi. «Noi faremo tutto con circa 10 mila euro – dice David Borrelli, candidato nel Veneto – Una cifra ridicola rispetto ai 5 milioni di euro che spenderanno insieme Zaia (Lega) e Bortolussi (Pd)». In Piemonte, racconta Davide Bono, «ogni candidato ha messo 300 euro di tasca propria. È tutto quel che abbiamo. Abbiamo stampato un po’ di manifesti, ma puntualmente ce li coprono gli altri partiti».

E allora in Campania hanno deciso di fare solo manifesti “virtuali”, senza spreco di carta e con la possibilità di dare libero sfogo alla fantasia. Con immagini che vanno dal Totò di “votantonio” alle veline e show girl (“non ne abbiamo, quindi?”), dagli squali (“non abboccare, altrimenti ti mangiano”) ai comics della Marvel (“pronti a tutto”). Ampio anche il repertorio dei video: da quelli più “istituzionali”, a quelli che presentano Berlusconi come un Visitor e gli esponenti de Movimento come gli antiVisitors. Uno dei più visti e linkati, è quello del candidato Giovanni Favia, che in una sala operatoria propone la sua “Terapia a cinque stelle” per curare i mali che affliggono la signora Emilia Romagna. Video per il quale i grillini accusano di plagio Nichi Vendola, con il suo spot sulla signora “Puglia dal medico” . Mentre ha copiato se stesso Beppe Grillo, che per promuovere il movimento ha girato un messaggio “telepatico”, con il suo faccione arrabbiato che compare su uno sfondo nero, guarda fisso l’obiettivo e dice solo: “Provate a votare qualcos’altro adesso” . Una citazione di un famoso spot degli anni ’80, in cui il comico genovese promuoveva uno yogurt e dopo aver mandato il suo messaggio subliminale agli spettatori diceva: «Provate a uscire a comprare qualcos’altro adesso» .



Rete e piazze, dunque, per i grillini. «Due cose ci distinguono dagli altri partiti – dice Claudio Vito Crimi, siciliano candidato in Lombardia – Noi facciamo i comizi vecchio tipo, in cui presentiamo il programma: gli altri sempre meno. E poi mentre ognuno fa la campagna per sé, noi la facciamo per una idea: non troverete mai le nostre facce sui manifesti». La speranza è di riuscire a eleggere almeno un candidato in ogni Regione, in modo che possa portare, con una web cam, “la rete dei cittadini” dentro il consiglio regionale. Ma c’è da superare la soglia di sbarramento del 3% e non è scontato per il movimento di Beppe Grillo. In Veneto, dove i candidati si presentano nelle piazze con gli elmetti bianchi e ai comizi regalano banane con il bollino del movimento («perché siamo il Paese delle banane»), non nascondono di nutrire ben poche speranze. Ma altrove, come in Campania, c’è grande ottimismo. E si cerca il confronto con gli altri candidati, per mostrare la validità delle proprie idee. Vincenzo De Luca (Pd) ha già risposto picche: «Chi vuole farsi pubblicità con il mio nome, come dice Mourinho, mi deve pagare». Ma Roberto Fico, il candidato del Movimento, non si è dato per vinto: «È partita in Rete – ha annunciato – una colletta spontanea per pagare De Luca. Aspettiamo solo di sapere la cifra richiesta».

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