Caso Cosentino, il Pdl si spacca

Politica
Il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino
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In molti nel centrodestra manifestano solidarietà al sottosegretario all'Economia, raggiunto da una richiesta di arresto dal gip di Napoli. Fini e Pisanu si dichiarano però contrari ad una sua candidatura in Campania. Bersani: "Il governo rifletta"

A poche ore dalla richiesta di arresto del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (e dalla diffusione dell’ordinanza di custodia cautelare del gip di Napoli), il mondo politico si spacca. C’è chi lo incoraggia ad “andare avanti”, chi gli chiede di "resistere", chi lo invita a “dimettersi da sottosegretario”.
Fino a poche ore fa, il nome del parlamentare era nella rosa dei candidati del centrodestra a presiedere la regione campana. Un’ipotesi che è stata scartata dal presidente della Camera Gianfranco Fini: nell’intervista ad Emilio Carelli, la terza carica dello Stato ha parlato di un'ipotesi "non più nel novero delle cose possibili".
All’interno del Pdl, le reazioni alla richiesta di arresto non sono però concordi. Il paralmentare Niccolò Ghedini ha criticato l’ordinanza, parlando di accuse "incredibili ed inconsistenti solo ad osservare che da moltissimo tempo sono annunciati, a mezzo stampa, indagini e provvedimenti nei suoi confronti, al solo evidente fine di screditarlo ed impedire una fisiologica ed ottima candidatura alla guida della regione Campania”.
Solidarietà anche dal premier, che questa mattina avrebbe chiamato il sottosegretario (che riveste anche l’incarico di coordinatore campano del Pdl) per invitarlo a tenere duro e ad andare avanti.
Stessa reazione arriva da due dei coordinatori del Pdl, Sandro Bondi e Denis Verdini: “con la richiesta di custodia cautelare inviata alla Camera dalla Procura di Napoli – ha commentato Verdini- siamo in presenza di un'iniziativa giudiziaria 'a comando'. Mai come in questo momento assistiamo a una pericolosa e vergognosa commistione fra politica e magistratura".
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha invece perferito trincerarsi dietro un secco no comment: "A Bruxelles parlo solo di quello che è successo qui".
Più netta, la posizione del presidente della commissione nazionale Antimafia, Beppe Pisanu, del Pdl: "Non candiderei nessuno se sospettato anche infondatamente finché quel sospetto non fosse stato fugato”.
Dall’opposizione, il segretario del Pd Pierluigi Bersani parla di “una questione piuttosto seria” e invita sia il governo sia Cosentino a “valutare cosa fare”. Il capogruppo alla Camera dell'Italia dei valori, Massimo Donadi, chiede invece le immediate dimissioni del sottosegretario: “Che Paese è diventato questo – si chiede - dove ad un politico indagato per i suoi rapporti con la camorra è impedito di candidarsi alla presidenza della regione, ma è consentito rimanere al suo posto di sottosegretario? La credibilità della politica italiana, dopo episodi come questo, è prossima allo zero". E Claudio Fava, del coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà, aggiunge: un eventuale candidatura alla presidenza della regione Campania "sarebbe oltre che inopportuna, fortemente offensiva per le istituzioni e per i cittadini di quella regione che in tanti hanno fatto della battaglia alla camorra una ragione di impegno civile e morale".

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