Caserta, blitz dei carabinieri nella roccaforte dello spaccio

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I militari hanno arrestato 11 persone e posto sotto sequestro due piani dei 'Palazzi Grimaldi', da anni punto di ritrovo di pusher e tossicodipendenti 

Undici persone arrestate e due interi piani di un palazzo, diventato negli anni una vera e propria 'crack house', posti sotto sequestro. È il bilancio dell'operazione 'Alcatraz' realizzata a Castel Volturno, in provincia di Caserta, in una zona ritenuta dagli investigatori sotto il controllo della mafia nigeriana che gestisce lo spaccio. A portare a termine l'operazione sono stati i carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. In manette sono finiti sei nigeriani, due liberiani e un immigrato della Sierra Leone, oltre ad un indiano e un italiano. L'indagine ha messo in luce come Castel Volturno sia ormai un punto di riferimento per consumatori di droga provenienti da tutta la Campania, ma anche dal Lazio e dalle altre regioni vicine.

La roccaforte dello spaccio

Roccaforte dello spaccio, specie di eroina, cocaina, metadone e crack, ma anche luogo di consumo della droga. Questo è quello che era diventato lo stabile ubicato a Castel Volturno, noto come 'Palazzi Grimaldi', da anni punto di ritrovo di pusher e tossicodipendenti. La magistratura era già intervenuta nello stabile nel febbraio 2015 compiendo numerosi arresti che hanno poi portato a un processo che si è concluso con numerose condanne, per un totale di quasi 80 anni di carcere.

Le indagini

Sull'immobile trasformato in 'crack house', anche dopo la fine del primo processo, sono proseguiti i sopralluoghi e i monitoraggi. I carabinieri della stazione di Grazzanise e della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, dal dicembre 2017 ad oggi, hanno accertato 143 cessioni di droga. Due piani dello stabile erano adibiti al consumo di droga. Durante l'operazione i 'Palazzi Grimaldi' sono stati sgomberati e i due piani sequestrati. Gli inquirenti hanno scoperto che mezzo grammo di eroina veniva venduto a 20 euro, un grammo di cocaina a 40 euro. I pusher, è emerso dalle intercettazioni, usavano parole in codice, come "scura", "bianca", nera", "italiana" o "africana" per indicare i diversi tipi di droga.

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