Le temperature elevate aumentano lo stress fisico del motociclista e rendono più difficile mantenere attenzione e lucidità, soprattutto nel traffico e durante i viaggi lunghi. Orari di partenza, idratazione, pause e abbigliamento tecnico devono essere pianificati con cura, senza rinunciare alle protezioni. Da non sottovalutare i sintomi del surriscaldamento.
Caldo e guida in moto
Il caldo in moto non si affronta riducendo l’abbigliamento ma scegliendo quello corretto. Sole, umidità e soste nel traffico ostacolano la dispersione del calore corporeo, mentre casco e capi protettivi limitano la ventilazione. Il rischio comprende disidratazione, esaurimento da calore e colpo di calore, con cefalea, vertigini, nausea, debolezza, irritabilità e alterazioni dello stato mentale.; sintomi incompatibili con il controllo di un veicolo a due ruote.
Scegliere orari e percorso
La prima misura di sicurezza è evitare, quando possibile, le ore centrali della giornata. Partire al mattino presto o nel tardo pomeriggio riduce l’esposizione alle temperature più alte. Le tappe devono essere più brevi, con soste frequenti in luoghi ombreggiati o climatizzati. Meglio non affrontare itinerari soggetti a code, attraversamenti urbani congestionati e lunghi tratti senza aree di servizio, perché a bassa velocità cala il flusso d’aria sul corpo e aumenta il disagio termico.
Bere prima di avere sete
L’acqua va assunta con regolarità già prima della partenza e durante le soste, senza attendere bocca secca, stanchezza o mal di testa. Nei viaggi lunghi può essere utile un sistema di idratazione. Alcolici e bevande molto zuccherate sono da evitare, mentre pasti leggeri e regolari riducono il carico digestivo. Il ricorso a sali minerali dipende da durata dell’esposizione, sudorazione e condizioni individuali.
Protezione anche in estate
Il casco omologato correttamente allacciato resta sempre obbligatorio, ma è indicata una protezione efficace comprendente anche giacca, pantaloni, guanti e calzature specifiche. Per l’estate esistono capi traforati o in tessuto mesh resistente all’abrasione, da scegliere con marcatura CE e conformità alla norma EN 17092. I protettori devono restare in posizione e possono essere verificati secondo la EN 1621. Un casco integrale con prese d’aria protegge anche mento e volto, mentre l’intimo tecnico lungo aiuta a gestire il sudore e limita il contatto diretto tra pelle e rivestimenti.
Raffreddarsi durante le soste
Le prese d’aria sul casco e nell’abbigliamento vanno usate secondo le indicazioni del costruttore. Durante le pause è utile togliere parte dell’equipaggiamento, spostarsi all’ombra e raffreddare collo e avambracci con acqua fresca. I gilet refrigeranti possono contenere il disagio, ma non sostituiscono idratazione e soste. La crema solare resta necessaria sulle zone esposte, soprattutto collo e polsi.
Quando bisogna fermarsi
Mal di testa, nausea, vertigini, debolezza, crampi, sete intensa, sudorazione abbondante o riduzione dell’urina impongono di interrompere la guida. Occorre raggiungere un luogo fresco, togliere l’equipaggiamento, raffreddare il corpo e bere solo se si è pienamente coscienti. Confusione, difficoltà nel parlare, perdita di coscienza oppure pelle molto calda e asciutta possono indicare un colpo di calore e richiedono assistenza sanitaria immediata.