La casa di Gaydon ha avviato una riorganizzazione che prevede l’uscita di circa 600 dipendenti, pari al 20% della forza lavoro globale. L’obiettivo è ridurre i costi fissi di circa 40 milioni di sterline l’anno entro il 2026, alleggerendo una struttura diventata troppo onerosa rispetto ai volumi attuali
Aston Martin rivede la sua strategia dopo un 2025 complesso, che si è chiuso con 5.448 vetture consegnate, il 10% in meno rispetto all’anno precedente. Il costruttore automobilistico di lusso britannico taglierà il 20% della propria forza lavoro. Il taglio ai posti di lavoro riguarderà circa 600 persone sui circa 3.000 dipendenti del gruppo.
I numeri
Il fatturato ha registrato una contrazione superiore al 20%, mentre la perdita operativa ha sfiorato i 260 milioni di sterline. Il debito netto ha superato 1,3 miliardi di sterline, un livello che limita la capacità di investimento e aumenta la pressione finanziaria. Il rallentamento della domanda in Cina ha inciso in modo significativo sui risultati, così come le barriere commerciali negli Stati Uniti. I dazi hanno reso meno competitiva l’offerta sul mercato americano, storicamente centrale per le sportive di lusso britanniche.
Aston Martin elettrica, stop al modello a zero emissioni
I programmi legati alle vetture a batteria non risultano cancellati, ma rinviati. La priorità è rafforzare la redditività attraverso prodotti ad alto margine, riducendo l’esposizione a investimenti con ritorni più lunghi. La strategia punta su volumi contenuti e prezzo medio elevato. La revisione riguarda anche il piano industriale. Gli investimenti previsti nei prossimi cinque anni scendono da 2 a 1,7 miliardi di sterline. Parallelamente viene sospesa, almeno nel breve termine, l’accelerazione sull’elettrico puro. Le risorse saranno concentrate su motorizzazioni a combustione interna e soluzioni ibride, considerate più adatte alla domanda attuale e con l’esigenza di generare cassa.
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Aston Martin Valhalla e produzione limitata: 500 unità nel 2026
Nel breve periodo un ruolo centrale sarà affidato ai modelli più redditizi e a tiratura limitata. Tra questi la supercar ibrida Valhalla, con una produzione prevista intorno alle 500 unità nel 2026, rappresenta uno degli elementi chiave per sostenere i ricavi e migliorare i margini.
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Obiettivo: equilibrio finanziario in un mercato instabile
Il management ha riconosciuto criticità strutturali che richiedono interventi profondi. La riduzione del 20% del personale, il taglio degli investimenti e il rinvio dell’elettrico segnano una fase di discontinuità. In un contesto di transizione tecnologica e mercati instabili, la priorità è ristabilire equilibrio finanziario e preservare la sostenibilità del marchio. Inoltre, per rafforzare la liquidità, Aston Martin ha ceduto i diritti perpetui legati al nome del marchio associato al team di Formula 1, operazione che ha portato circa 50 milioni di sterline. Una scelta finalizzata a reperire risorse anche attraverso asset non direttamente industriali.