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Bollo auto, ipotesi di sconto progressivo dal 2027 per chi è in regola: cosa sappiamo

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©Ansa

Introduzione

Nel cantiere, ormai avviato, in vista della prossima Legge di Bilancio spunta la riforma del bollo auto con la proposta caldeggiata da Forza Italia di una possibile rimodulazione. Per il segretario nazionale Antonio Tajani "l'abolizione del bollo auto e bollo moto" rientra tra le misure a sostegno del ceto medio insieme ad altri interventi sulla pressione fiscale, a partire dalla riduzione "dell'Irpef fino al 33% e con una base di 60mila euro" fino a quella delle "tasse sulle tredicesime con l'abolizione di quelle che hanno Isee più basso". Ecco come potrebbe funzionare il bollo e per chi.

Quello che devi sapere

Cos'è il bollo auto

Il bollo auto, gestito dall'Automobile Club d'Italia (Aci) in collaborazione con tutte le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, è una tassa annuale sul possesso di automobili. Sono tenuti al pagamento tutti i soggetti che possiedono un veicolo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).  Il bollo può essere pagato presso qualsiasi punto di riscossione autorizzato, ma solo la Regione di residenza e l’Agenzia delle Entrate possono verificare la regolarità dei pagamenti. Dal 1° gennaio 2020 i pagamenti avvengono attraverso la piattaforma PagoPA.

 

L'entità della tassa dipende sostanzialmente da due parametri: la norma di emissione del veicolo e la potenza del motore (espressa in kilowatt), entrambi indicati sulla carta di circolazione. Vanno però considerate le variazioni in base alla Regione di residenza.

 

A livello nazionale, i veicoli elettrici godono di un'esenzione del bollo auto per cinque anni a partire dall’immatricolazione. Oltre tale limite viene previsto un pagamento ridotto del 75%. Le agevolazioni possono tuttavia variare su base regionale.

 

Per approfondire: Bollo auto e rottamazione quinquies, come funziona e quali Regioni hanno aderito

Chi non deve pagare il bollo

Sono escluse dal pagamento del bollo categorie specifiche di proprietari: non vedenti, sordi, portatori di handicap psichico o mentale titolari d’indennità di accompagnamento. Nell'elenco rientrano inoltre le persone con disabilità, con grave limitazione della capacità di deambulazione, affetti da pluriamputazioni e con ridotte o impedite capacità motorie. In base a questo criterio, ai sensi della Legge 104, sono presenti le esenzioni per:

  • le auto per il trasporto di persone con disabilità; 
  • le auto possedute da persone con disabilità che hanno l’esenzione dall’Agenzia delle Entrate e dall’Aci.

 

Per approfondire: Riforma bollo auto, cosa dovrebbe cambiare dal 2028: novità e scadenze

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Verso una riduzione progressiva e selettiva?

Secondo indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore, in vista del 2027 il governo sta ragionando più che sull'abolizione "tout court" su una riduzione selettiva della tassa automobilistica. La misura dispiegherebbe i suoi effetti solo sui proprietari di veicoli "in regola con i versamenti" con l'introduzione di sconti variabili indirizzati, in primo luogo, alle vetture utilitarie e meno inquinanti. Sulla base di questa impostazione, macchine pesanti come i Suv o le ammiraglie gioverebbero di alleggerimento del bollo meno netto fino al completo azzeramento dello sconto.

 

Per approfondire: Bollo auto, quanto durano le esenzioni e l'ipotesi abolizione in Manovra

Meccanismo di calcolo

Con il nuovo bollo auto, l'importo verrebbe di fatto agganciato alla stazza e alla potenza del veicolo ma su questo punto si attendono dettagli relativi a eventuali altri parametri applicati, inclusi l'anno di immatricolazione, i chilometri percorsi e i consumi. Ipotizzando l'approvazione della norma nella manovra all'esame del Parlamento in occasione della sessione di bilancio, gli effetti per gli automobilisti entrerebbero in vigore non prima del 1° gennaio 2027.

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L'impatto sulle entrate delle Regioni

A determinare l'esito della proposta sono naturalmente le ripercussioni derivate dall'alleggerimento di un tributo che ogni anno porta nelle casse delle Regioni tra i 6,5 e i 7 miliardi di euro. Entrate che lo Stato dovrebbe colmare in altro modo ma che per gli automobilisti potrebbe rappresentare una "boccata di ossigeno" - per quanto non immediata - in tempi di caro carburante.

Domiciliazione bancaria

A conferma della natura "mobile" della tassa automobilistica va ricordata un'altra misura importante introdotta in passato da tre regioni - Lombardia, Lazio e Campania - che ha già spianato la strada agli sconti selettivi. Con la domiciliazione bancaria, infatti, i proprietari di veicoli che accettano il versamento del bollo auto annuale tramite addebito diretto sul proprio conto corrente sono destinatari di uno sconto diretto compreso, a seconda dei territori, dal 10 al 15%. Per fare un esempio concreto, ipotizzando un importo di 200 euro, la domiciliazione fa risparmiare tra i 20 e i 30 euro.

 

Per approfondire: Auto, al via rottamazione anche con fermo: cosa cambia per bollo e incentivi. Le novità

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