Auto, al via rottamazione anche con fermo: cosa cambia per bollo e incentivi. Le novità
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In questa settimana sono in arrivo alcune novità per il settore auto, che riguardano milioni di automobilisti. Prima di tutto, prende il via la rottamazione per le auto sottoposte a fermo amministrativo. Arriva anche una stretta sui veicoli richiamati dalle case, con database e sanzioni. La rottamazione forzata da parte di Comuni ed enti locali potrebbe interessare circa 4 milioni di vetture “fantasma”, mentre le auto che non hanno affrontato le campagne di richiamo previste dalle case automobilistiche rappresentano un potenziale pericolo per la sicurezza stradale. I dettagli
Quello che devi sapere
Le novità per il settore automobilistico
La prima novità in arrivo per il settore automobilistico riguarda le auto sottoposte a fermo amministrativo: milioni di veicoli che finora venivano "congelati" e rimanevano inutilizzabili, col divieto di cancellazione dai pubblici registri, ora potranno essere rottamati e radiati dal Pra. Inoltre, si cambia anche sul fronte dei richiami dalle case automobilistiche. Arrivano norme più stringenti: le automobili che non effettuano l'intervento previsto entro due anni, infatti, finiranno in un apposito elenco e potranno essere sanzionate.
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Le auto sottoposte a fermo
Si stima che in Italia siano 4 milioni le vetture sottoposte a fermo amministrativo, di cui 1 milione di carcasse o auto fuori uso destinate alla demolizione. La novità è che da venerdì 20 febbraio scatta la possibilità per gli enti locali di rottamare auto e carcasse sottoposte a fermo amministrativo. Si tratta di auto che fino a oggi venivano "congelate" rimanendo inutilizzabili e col divieto di cancellazione dai pubblici registri. Questo ha portato alla crescita nelle nostre città di vetture abbandonate per anni in strada o su terreni, con un incremento del degrado urbano e dell'inquinamento. Dal 20 febbraio, invece, le vetture sottoposte a fermo amministrativo oramai da tanto tempo potranno essere radiate e rottamate su indicazioni delle amministrazioni locali, liberando strade e terreni.
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Bollo e incentivi, cosa cambia per i proprietari
"La nuova legge rappresenta una piccola rivoluzione, in quanto consente sia ai proprietari di tali vetture sia a Comuni ed enti locali di richiedere la radiazione del mezzo, ossia la cancellazione da Pra e da ogni pubblico registro, e la rottamazione, ossia la distruzione fisica del veicolo, con vantaggi per tutti", ha spiegato il presidente di Federcarrozzieri, l'associazione delle carrozzerie italiane, Davide Galli. Riguardo ai proprietari delle auto sottoposte a fermo, ha sottolineato che con la rottamazione non dovranno più pagare il bollo. “I proprietari di auto sottoposte a fermo fino ad oggi erano costretti a pagare il bollo e, fino al 2024, anche l'assicurazione nonostante il veicolo fosse inutilizzabile. Ora potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi”. Tuttavia, ci sono anche ripercussioni negative: i proprietari, infatti, “come conseguenza non potranno beneficiare di incentivi o agevolazioni pubbliche per l'acquisto di un nuovo veicolo, né il loro debito con lo Stato sarà cancellato".
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I benefici per ambiente e circolazione
Galli ha sottolineato che questa novità sulla rottamazione produrrà dei benefici anche per la circolazione e l'ambiente: la presenza di queste auto inutilizzate, infatti, negli anni ha portato alla crescita nelle città di vetture abbandonate, con un incremento del degrado e dell'inquinamento. I Comuni, ha spiegato Galli, ora "potranno rimuovere con più facilità le automobili abbondate in strada o su terreni pubblici e quelle che rappresentano un pericolo sul fronte della circolazione o dell'ambiente".
L’inquinamento
"Le auto abbandonate sono 'bombe' ambientali e rappresentano vere e proprie fonti diffuse di inquinamento", ha detto anche Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima). Miani ha richiamato l’attenzione anche sui rischi sanitari: "La presenza prolungata di carcasse veicolari comporta un rischio di eventi acuti, come incendi accidentali o dolosi, che possono generare emissioni altamente nocive, con effetti diretti sulla qualità dell'aria e sulla salute delle persone".
Le campagne di richiamo
L'altra novità per il settore automobilistico riguarda le auto oggetto di campagna di richiamo che non si sottomettono agli interventi correttivi. Da domani, martedì 17 febbraio, arriva un database con l’elenco delle auto che, pur in presenza di interventi correttivi imposti dalle case automobilistiche, non sono state sottoposte a campagna di richiamo. Diventerà quindi operativa una banca dati nella quale le case automobilistiche dovranno inserire le vetture che, dopo 24 mesi dall'avvio della campagna di richiamo per l'adozione di misure correttive, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza.
Database e sanzioni
“Si tratta di una novità molto importante sul fronte della sicurezza stradale. Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali", ha spiegato Galli. Con la conseguenza, ha aggiunto, che migliaia di proprietari circolano a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose: il database, nelle intenzioni, consentirà a cittadini e organi di polizia di verificare se un veicolo è stato sottoposto o meno alla prevista campagna di richiamo. Per i trasgressori sono previste sanzioni salate: fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata, 173 euro per i proprietari che circolano con un'auto inserita nell'elenco.
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