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Auto termiche, l'Ue verso il rinvio allo stop dal 2035: ecco perché

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©IPA/Fotogramma

La Commissione europea sarebbe orientata a rivedere il divieto di vendita delle auto termiche previsto a partire dal 2035. La scelta arriverebbe dopo le pressioni di alcuni governi, tra cui Germania e Italia, che hanno chiesto una revisione delle politiche del Green Deal 

L'Ue verso il rinvio allo stop alle auto termiche dal 2035. La decisione non è ancora ufficiale, ma il cambio di rotta è stato anticipato dal leader del Partito popolare europeo, Manfred Weber, che alla Bild ha raccontato l’esito del suo incontro con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: il divieto alla vendita di auto termiche nel 2035 non entrerà in vigore. Non sarebbe previsto neppure uno slittamento al 2040. L’annuncio ufficiale di questo cambio di rotta è atteso per il 16 dicembre, data in cui potrebbe essere diffusa anche una comunicazione sulla futura “E-car” europea.

Come si è arrivati a questa decisione? 

 

Secondo quanto riportato dalla Bild, la scelta sarebbe maturata dopo la “chiara posizione” espressa dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e a seguito della lettera con cui la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni, insieme ai leader di altri governi, ha chiesto alla Commissione europea un cambio di direzione sulle politiche del Green Deal. Nel documento si sollecita una revisione del regolamento che, senza interventi, prevederebbe il blocco della produzione di nuove auto a benzina e diesel dal 2035.

 

Il nodo degli investimenti

 

La notizia potrebbe essere accolta da alcuni osservatori come una conferma delle criticità già evidenziate negli anni passati, soprattutto perché lo stop alle auto termiche annunciato nel 2019 era stato considerato da molti come un vantaggio per l’industria automobilistica cinese, più avanzata nella produzione di veicoli elettrici e, in particolare, nella realizzazione delle batterie. Allo stesso tempo, quella prospettiva aveva spinto i principali marchi europei a investire miliardi nella transizione elettrica, investimenti che finora non hanno trovato un adeguato riscontro nelle vendite, attese in crescita dal 2035 proprio in previsione dello stop alle auto termiche. 

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