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Incentivi auto elettriche 2025, il decreto è in Gazzetta ufficiale: domande e risposte

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©IPA/Fotogramma

Introduzione

Il provvedimento che introduce i nuovi sussidi per l’acquisto di vetture elettriche è stato pubblicato. Il contributo, destinato a singoli cittadini e piccole imprese, può raggiungere un massimo di 11 mila euro, a condizione che entro il 30 giugno 2026 si compri un’auto a batteria e si consegni per la demolizione un mezzo con motore a combustione fino a classe Euro 5. Ecco cosa sapere su requisiti, cifre e numero di veicoli che persone fisiche o microimprese possono acquistare

Quello che devi sapere

Quali sono i requisiti per una persona?

Possono accedere al beneficio i residenti all’interno di una Fua (area urbana funzionale) con un Isee non superiore a 40 mila euro. L’incentivo è previsto per un solo beneficiario per ciascun nucleo familiare ed è vincolato alla demolizione di un’auto con motore termico fino a Euro 5. La persona fisica che richiede il contributo deve essere intestataria del veicolo da rottamare da almeno sei mesi. Il bonus può essere utilizzato direttamente da chi lo prenota oppure trasferito a favore di un altro membro maggiorenne dello stesso nucleo familiare risultante dall’Isee

 

 

Per approfondire: Bonus auto elettriche, BYD lancia incentivo per la rottamazione da 10 mila euro

Cosa si intende per microimpresa?

Per “microimpresa”, si intende l’impresa, come definita dall’art. 2, punto 9 del regolamento (UE) 2023/955 del 10 maggio 2023, che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo o un bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro, calcolato conformemente agli articoli da 3 a 6 dell’allegato I del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione

 

Per approfondire: Bonus 2025, i contributi in arrivo a settembre: dalla Carta acquisti alle auto elettriche

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Quali sono i requisiti per una microimpresa?

In questo caso, invece, i requisiti da rispettare per una microimpresa sono la presenza della propria sede legale all’interno di un’area urbana funzionale; il riconoscimento del contributo per la rottamazione di un veicolo della medesima categoria (N1 o N2) con classe fino a Euro 5 e l’intestazione al titolare dell’impresa del mezzo da demolire al momento della richiesta del bonus 

A quanto ammonta?

Per i privati l’incentivo può arrivare a 11 mila euro se l’Isee non supera i 30 mila euro, mentre scende a 9 mila euro per chi ha un Isee superiore a 30 mila ma non oltre i 40 mila. Il contributo viene riconosciuto direttamente dal venditore all’acquirente tramite sconto sul prezzo di vendita. L’agevolazione non è cumulabile con altri incentivi di carattere nazionale, regionale o europeo. Per le microimprese l’importo copre fino al 30% del costo di acquisto del veicolo (al netto dell’Iva) con un limite massimo di 20 mila euro. Anche in questo caso il contributo è erogato dal venditore attraverso compensazione sul prezzo e viene concesso nel rispetto della normativa UE sugli aiuti de minimis. L’incentivo non può sommarsi ad altri sostegni statali, regionali o comunitari destinati all’acquisto degli stessi mezzi

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Quali dati devono presentare i privati?

Per le persone fisiche è richiesta una dichiarazione sostitutiva di autocertificazione che confermi la residenza in un’area urbana funzionale, l’indicazione della targa del veicolo da rottamare — di cui il richiedente deve risultare intestatario da almeno sei mesi — e la specifica se il bonus sarà destinato a sé stesso oppure a un altro componente maggiorenne appartenente allo stesso nucleo familiare

Quali dati devono presentare le microimprese?

Per le microimprese occorre presentare una dichiarazione sostitutiva di autocertificazione che attesti la regolare costituzione e l’iscrizione come attività attiva nel registro delle imprese, il pieno esercizio dei propri diritti e l’assenza di procedure concorsuali o situazioni di fallimento, liquidazione (volontaria o coattiva), amministrazione controllata o concordato preventivo, fatta eccezione per quello con continuità aziendale. Devono inoltre essere dichiarati un organico inferiore a dieci dipendenti, un fatturato o un bilancio annuo non superiore a due milioni di euro, la regolarità rispetto agli obblighi fiscali e contributivi, l’ammontare complessivo degli aiuti “de minimis” ricevuti nei trentasei mesi precedenti alla registrazione e l’assenza di condizioni che rientrino tra i casi di esclusione previsti dal "Regolamento de minimis" o dal "Regolamento de minimis settore agricolo". È necessario, infine, che la sede legale della microimpresa sia situata in un’area urbana funzionale e che venga fornita la targa del veicolo da rottamare, intestato al titolare da almeno sei mesi

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Come si richiede?

Per richiedere l’incentivo i passi da seguire sono i seguenti:

  • Registrarsi sulla piattaforma telematica in fase di sviluppo da parte della Sogei (Società generale di informatica controllata dal Ministero dell’Economia). Anche le concessionarie dovranno iscriversi al portale, che metterà a disposizione degli utenti un motore di ricerca dei rivenditori aderenti con collegamento alla vetrina dei veicoli acquistabili;
  • Inserire i dati richiesti;
  • Una volta completata la registrazione, il sistema rilascerà un voucher che darà diritto al bonus;
  • L’importo del contributo sarà detratto dal prezzo di acquisto del veicolo direttamente dai venditori delle concessionarie registrate e successivamente rimborsato ai dealer dal Ministero dell’Ambiente;
  • Al momento della firma del contratto, il concessionario dovrà validare il bonus all’interno della piattaforma, inserendo il codice del voucher, il prezzo del veicolo, l’ammontare dell’Iva e la cifra versata come acconto. Il contributo non potrà essere utilizzato per coprire l’anticipo;
  • I voucher dovranno essere validati entro trenta giorni dalla loro emissione. In caso di mancata validazione entro tale termine, l’importo verrà interamente riversato nel fondo. L’acquirente che non avesse ottenuto la validazione entro la scadenza potrà comunque richiedere un nuovo voucher, sempre nei limiti delle risorse disponibili. In ogni caso, la validazione non potrà avvenire oltre il 30 giugno 2026, termine ultimo per la sottoscrizione del contratto;
  • Il veicolo destinato alla rottamazione dovrà essere consegnato in concessionaria al momento del ritiro della nuova auto. Entro trenta giorni dalla consegna del veicolo elettrico, il venditore — pena la perdita del bonus — sarà tenuto a far demolire il mezzo usato e a provvedere alla relativa radiazione dal PRA, direttamente o tramite il demolitore incaricato. In piattaforma dovranno essere inserite sia la data di consegna della nuova vettura sia quella della rottamazione del veicolo termico

Cosa si intende per area urbana funzionale?

Per “area urbana funzionale” si intende l’area territoriale definita dall’Istat (Istituto nazionale di statistica) come aggregato di comuni contigui, composti da una City e dalla sua commuting zone (area del pendolarismo). La commuting zone è definita dai flussi di pendolarismo per motivi di lavoro registrati al censimento generale della popolazione 2011. La City è l’unità amministrativa locale dove la maggioranza della popolazione vive in un high density cluster (o centro urbano) con una popolazione di almeno 50 mila abitanti

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Quali sono le aree urbane funzionali in Italia?

Attualmente, le Fua italiane sono 83, con la city che fa riferimento a un comune capoluogo in 75 casi e a un comune non capoluogo nei restanti otto. Nel 2023 i comuni appartenenti alle 83 Fua erano 1.892 per un totale di 32.892.611 abitanti, pari al 55,8% del totale della popolazione italiana. La maggior parte della Fua ha dimensioni relativamente ridotte, inferiori ai 250 mila abitanti, con 20 che presentano una popolazione compresa tra i 250 mila e il milione di abitanti. Le Fua con oltre un milione di abitanti sono invece solo quattro: Milano (4.954.464), Roma (4.302.129), Napoli (3.297.202) e Torino (1.709.510). La Fua di Palermo, che è la quinta per dimensioni, si attesta leggermente sotto alla soglia di un milione di residenti ed è seguita subito dopo dalle Fua di Firenze (784.846 abitanti), Bologna (781.945) e Bari (724.420)

Quali auto si possono comprare?

Per quanto riguarda i privati, è possibile acquistare un veicolo nuovo di categoria M1, cioè un’autovettura a trazione esclusivamente elettrica. Il prezzo di listino ufficiale stabilito dalla casa produttrice non deve superare i 35 mila euro al netto di Iva e optional (pari a 42.700 euro Iva inclusa, esclusi gli optional). L’auto deve essere intestata al beneficiario del contributo e la proprietà va mantenuta per almeno ventiquattro mesi. Le microimprese possono invece acquistare fino a due veicoli commerciali nuovi di categoria N1 o N2, anch’essi esclusivamente elettrici. I mezzi devono essere registrati a nome del titolare dell’impresa che usufruisce dell’incentivo e la proprietà deve restare invariata per un periodo minimo di ventiquattro mesi.

 

Per approfondire: Auto elettriche, possibile rinvio per incentivi previsti a fine settembre. Cosa sappiamo

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