Introduzione
Il film ...che Dio perdona a tutti arriva nelle sale italiane il 2 aprile 2026, segnando il ritorno dietro la macchina da presa di Pif.
Distribuito da PiperFilm, si propone come una delle nuove commedie nazionali più rilevanti della stagione.
Diretto da Pif, che ne firma anche la sceneggiatura insieme a Michele Astori, il film si inserisce nel solco di una narrazione che intreccia ironia e riflessione, portando sullo schermo una storia costruita attorno a fede, relazioni e identità personale. La produzione, curata da Kavac, accompagna un progetto che nasce da un materiale letterario già esistente e che viene rielaborato per il linguaggio cinematografico, mantenendo un forte legame con le sue origini narrative.
L’uscita avviene in un circuito ampio, con tante sale coinvolte, segno di una distribuzione capillare e di un’attesa significativa. Il lavoro di Pif si presenta come un ulteriore capitolo della sua produzione autoriale, capace di combinare elementi comici e tematiche più profonde senza rinunciare a una dimensione accessibile.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere sul film ...che Dio perdona a tutti, dalla trama al cast. Nel frattempo, potete guardare il trailer ufficiale nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo.
Quello che devi sapere
La trama
...che Dio perdona a tutti segue la vicenda di Arturo, interpretato da Pif, un uomo felicemente scapolo che lavora come agente immobiliare e che ha impostato la propria esistenza su una sostanziale resistenza al cambiamento. La sua quotidianità è scandita da abitudini consolidate, tra cui le partite di calcetto con gli amici e una forte passione per i dolci, in particolare quelli alla ricotta. Tra questi, lo sciù rappresenta il suo preferito, soprattutto quando acquistato nella pasticceria più apprezzata di Palermo. È proprio in questo contesto che Arturo incontra Flora, figlia del proprietario, interpretata da Giusy Buscemi. Flora si distingue per intelligenza, intraprendenza e una profonda adesione alla fede cattolica, elemento che fin da subito introduce una distanza significativa tra i due.
***Attenzione: seguono eventuali spoiler, quindi se non volete nessun tipo di anticipazioni, non proseguite con la lettura di questo paragrafo e passate al prossimo***
Per riuscire a conquistare Flora, Arturo decide di adattarsi alle sue convinzioni, arrivando a impersonare Gesù durante una Via Crucis. Questo tentativo, che dovrebbe rappresentare un gesto di avvicinamento spirituale, si trasforma in una sequenza di situazioni goffe e imbarazzanti, al limite del paradosso. Nonostante le difficoltà e le contraddizioni, tra Arturo e Flora nasce una relazione che per un certo periodo sembra funzionare, dando l’impressione di aver trovato un equilibrio. Tuttavia, quando Flora scopre la reale indifferenza religiosa di Arturo, il rapporto entra in crisi.
Di fronte a questa situazione, Arturo reagisce in modo inatteso: tra esasperazione e provocazione, promette di seguire alla lettera la parola di Dio per tre settimane. Questa decisione segna un cambiamento radicale nella sua vita, mettendo in discussione abitudini, convinzioni e relazioni personali. A rendere ancora più singolare questo percorso è la presenza di un complice insolito, il Papa, che accompagna Arturo in questa esperienza fuori dall’ordinario, contribuendo a definire una traiettoria narrativa fatta di trasformazioni e confronti interiori.
Il cast
...che Dio perdona a tutti vede Pif nel ruolo di Arturo, affiancato da Giusy Buscemi che interpreta Flora. Nel cast è presente anche Francesco Scianna, insieme a Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti e Domenico Centamore. L’insieme degli interpreti contribuisce a dare corpo e credibilità ai diversi personaggi che popolano la vicenda, ciascuno con caratteristiche e sfumature ben definite che arricchiscono il racconto.
La varietà delle interpretazioni permette di mettere in risalto le dinamiche relazionali tra i protagonisti, sostenendo lo sviluppo della narrazione attraverso un equilibrio efficace tra i vari ruoli. Inoltre, la presenza di attori con esperienze e registri interpretativi differenti favorisce una maggiore profondità espressiva, rendendo le interazioni più naturali e coinvolgenti e contribuendo a mantenere coesa e fluida la progressione della storia nel suo insieme.
Il cast tecnico
...che Dio perdona a tutti si avvale della fotografia di Guido Michelotti, del montaggio curato da Giogiò Franchini e delle musiche composte da Santi Pulvirenti. La produzione è affidata a Kavac, mentre la distribuzione è gestita da PiperFilm. L’insieme delle professionalità coinvolte definisce l’impianto tecnico del film, contribuendo alla costruzione complessiva dell’opera.
In particolare, la fotografia di Michelotti contribuisce a delineare l’atmosfera visiva e il tono estetico della narrazione, mentre il montaggio di Franchini ne regola il ritmo e la fluidità, guidando lo spettatore attraverso le diverse sequenze con coerenza e continuità. Le musiche di Pulvirenti, dal canto loro, accompagnano e sottolineano i momenti salienti, rafforzando l’impatto emotivo delle scene. Il lavoro congiunto di produzione e distribuzione consente infine di portare il progetto a compimento e di garantirne la diffusione, assicurando una presentazione organica e strutturata dell’opera nel suo complesso.
Origine del progetto
...che Dio perdona a tutti trae ispirazione dall’omonimo romanzo d’esordio di Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, pubblicato da Feltrinelli nel 2018.
Il passaggio dal romanzo al film rappresenta una trasposizione che mantiene il legame con il materiale originale, adattandolo alla forma cinematografica attraverso una rilettura che conserva i nuclei narrativi principali.
Una commedia italiana contemporanea
...che Dio perdona a tutti si inserisce nel panorama della commedia italiana contemporanea sviluppando un racconto che mette in relazione elementi di leggerezza e spunti di riflessione.
La narrazione si concentra sulle contraddizioni del protagonista e sul confronto tra dimensione personale e dimensione religiosa, costruendo un percorso che alterna situazioni comiche e momenti di tensione. In questo equilibrio, il film propone una storia che affronta temi legati alle scelte individuali e alla trasformazione personale, mantenendo un tono accessibile e coerente con il genere di riferimento.