11 settembre: la storia di Marcy Borders, la “Dust Lady” della foto simbolo dell’attentato

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Lo scatto che la ritraeva ricoperta di polvere dopo essere fuggita dalla Torre Nord delle Torri gemelle è diventata una delle immagini più note della tragedia. Nel 2015, dopo anni di vita stravolta da quanto accaduto quel giorno, è deceduta per un cancro allo stomaco, probabilmente causato dalle polveri tossiche sprigionate dalla nuvola di cenere che avvolse Manhattan

Una ragazza impaurita, con lo sguardo perso nel vuoto e completamente ricoperta di cenere mentre fugge dal World Trade Center: è una delle foto simbolo degli attentati dell’11 settembre 2001 (LO SPECIALE), diventata una delle immagini più emblematiche della tragedia. Il nome della donna è Marcy Borders, che allora aveva 28 anni, ma è passata alla storia come "The Dust Lady”. Marcy è deceduta nell’agosto 2015, uccisa da un cancro allo stomaco a soli 42 anni, forse provocato – come successo a migliaia di altre persone colpite da tumori negli anni successivi all’attentato - proprio dalla polvere mista a veleni, penetrata a fondo nei suoi polmoni, sprigionata dalla nuvola di cenere che l'11 settembre 2001 avvolse non solo l'area di Lower Manhattan ma gran parte del cuore di New York.

This combo photo shows Marcy Borders 11 September 2001 after the the attacks on the World Trade Center (R) and Borders during an interview in her apartment 08 March, 2002, in Bayonne, New Jersey. She was on the 81st floor of the first tower that was struck. Borders lost her job and has received little in assistance since the attack.  US-WTC-THEN AND NOW-MARCY BORDERS      AFP PHOTO/Stan HONDA (Photo by STAN HONDA / AFP) (Photo by STAN HONDA/AFP via Getty Images)
A sinistra la foto simbolo di Marcy Borders ricoperta dalla polvere e a destra una foto scattata l'anno successivo - ©Getty

Una vita stravolta

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Marcy Borders si è spenta in un ospedale di Bayonne, in New Jersey, il 24 agosto del 2015. Pur avendo avuto la fortuna di sopravvivere nell'immediato alla tragedia, aveva comunque già pagato un tributo carissimo. La sua vita da quel giorno era stata stravolta, minata dalla depressione e dalla dipendenza dall’alcol e dal crack. Non aveva mai più lavorato, ma dal 2011, dopo essere entrata in una clinica per disintossicarsi, aveva ricominciato a prendere in mano la sua vita e il suo lavoro.

La fuga dalla Torre nord delle Twin Towers

Appena un mese prima di quell'11 settembre era stata assunta nell'ufficio di Bank of America situato all'81esimo piano della Torre nord delle Twin Towers, la prima ad essere colpita dall'aereo dei dirottatori di al Qaeda. A salvarla era stata la sua decisione di disobbedire agli ordini dei superiori che invitavano tutti alla calma e decidendo invece di fuggire per le scale. E fu proprio quando giunse al piano terra, con il fiato in gola, che il fotografo dell'Afp Stan Honda l'ha immortalata nel celebre scatto. Lo scatto fu poi pubblicato dalla rivista Time insieme alle altre foto simbolo del disastro.

La malattia e l’addio

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Poco tempo prima della sua morte, parlando della sua malattia manifestatasi proprio quando la vita cominciava a sorriderle di nuovo, aveva detto in un'intervista di non avere dubbi sulla causa del suo cancro, nonostante qualcuno continuasse a sostenere la mancanza di prove di un collegamento con la tragedia dell'11 settembre. "La mia mamma ha combattuto una battaglia straordinaria", raccontò al New York Post la figlia Noelle, dopo la sua morte. "Non solo è la 'Dust Lady', ma è la mia eroina e vivrà per sempre attraverso me".

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