Migranti, che cosa prevede l'accordo Italia-Libia. Di Maio: "A lavoro per modificarlo"

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Il Memorandum d'intesa, firmato dal governo Gentiloni nel febbraio del 2017, si rinnoverà tacitamente per ulteriori tre anni il prossimo 2 novembre. Di Maio: “Lavoriamo per migliorarlo, con particolare attenzione alle condizioni dei migranti”. Ecco i contenuti del patto

Il governo lascerà passare la scadenza del 2 novembre senza disdire il Memorandum firmato con la Libia nel 2017. Come stabilito dall’accordo infatti, il patto ha validità triennale ed è tacitamente rinnovato per un altro triennio, salvo notifica di una delle due parti tre mesi prima della scadenza. Rispondendo a un’interrogazione del Pd, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha fatto sapere che intende lavorare "per modificarne in meglio i contenuti, con particolare attenzione ai centri e alle condizioni dei migranti”.

Che cosa prevede l’accordo Italia-Libia

L’accordo fu stipulato il 2 febbraio 2017 tra il governo Gentiloni e quello di Tripoli guidato da Al Serraj. Il Memorandum d’Intesa - questo il nome con cui è conosciuto - porta la firma anche dell’allora ministro dell’Interno Marco Minniti e ha lo scopo di limitare l’arrivo di migranti dall’Africa sulle coste italiane. Per fare ciò, l’Italia si è impegnata a stanziare fondi per l’addestramento e i mezzi in dotazione alla Guardia costiera libica. Gli otto articoli di cui si compone il patto prevedono tra l'altro il finanziamento italiano a quelli che vengono definiti "centri di accoglienza" libici, ma in realtà sono strutture detentive in quanto in Libia l'immigrazione illegale è punita con la reclusione. L'Italia fornisce anche assistenza sanitaria, medicinali e formazione al personale libico che opera nei centri.

Accordo Italia-Libia, come vorrebbe modificarlo Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sottolineato che il documento "può essere modificato e migliorato, ma è innegabile che abbia contribuito, attraverso il rafforzamento delle capacità operative delle autorità libiche, a ridurre in maniera rilevante gli arrivi dalla Libia e, conseguentemente, le morti in mare". L'Italia, ha ricordato, "è ad oggi l'unico partner effettivo delle autorità libiche nella lotta al traffico di esseri umani. Una riduzione dell'assistenza italiana potrebbe tradursi in una sospensione delle attività della Guardia costiera libica, con conseguenti maggiori partenze, tragedie in mare e peggioramento delle condizioni dei migranti nei centri". Il governo è però intenzionato a chiedere al contraente modifiche al Memorandum, attraverso la convocazione di una riunione della Commissione congiunta italo-libica. L'obiettivo, ha indicato Di Maio, "è quello di favorire un ulteriore coinvolgimento di Onu, comunità internazionale e ong per migliorare l'assistenza ai migranti salvati in mare e le condizioni nei centri, alla luce del fatto che la Libia non ha firmato la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati".

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