
Dmitrij Medvedev, chi è l’ex presidente russo e quali sono i suoi legami con Putin. FOTO
L’attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza di Mosca, riferendosi a chi è contro la Russia, ha detto: “Li odio. Sono bastardi e degenerati. Vogliono la nostra morte, quella della Russia. E finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire”. In passato ha ricoperto la carica di presidente della Federazione Russa dal 2008 al 2012, mentre dal 2012 al 2020 è stato primo ministro. Ecco le tappe principali della sua carriera politica

Dmitrij Medvedev è tornato alla ribalta internazionale per alcune sue dichiarazioni anti-occidentali che hanno fatto molto scalpore. Riferendosi a chi è contro la Russia, ha scritto su Telegram: "Mi viene spesso chiesto perché i miei post sono così duri. La risposta è che li odio. Sono bastardi e degenerati. Vogliono la nostra morte, quella della Russia. E finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire”
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Il giorno prima, sempre con un post su Telegram, Medvedev si era scagliato contro la Commissione europea per l'adozione del sesto pacchetto di sanzioni, "sicuramente per fare a pezzi l'economia russa. Gli imbecilli europei nel loro zelo hanno dimostrato ancora una volta di considerare i propri cittadini, i propri affari, come nemici non meno dei russi”
L'attacco di Medvedev all'Occidente
Medvedev attualmente ricopre l’incarico di vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ma per anni è stato l’alter ego funzionale al potere di Vladimir Putin, con cui si è alternato nelle poltrone di presidente e premier della Russia. Oggi è considerato uno dei falchi di Mosca nella guerra contro l’Ucraina
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Dmitrij Anatol'evič Medvedev è nato in quella che all’epoca era la città di Leningrado, il 14 settembre 1965. Laureato in giurisprudenza (ha anche un dottorato in diritto privato), negli anni universitari ha cominciato a interessarsi di politica. Ha continuato a svolgere carriera accademica a San Pietroburgo fino al 1999
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Nel 1999 ha cominciato la sua ascesa politica, prima come amministratore locale a San Pietroburgo, poi come capo delegato dello staff presidenziale. Medvedev è diventato uno dei politici più vicini al presidente Putin durante le elezioni del 2000, quando è diventato capo del quartier generale della campagna elettorale. Nel 2005 Putin l’ha nominato Vice-Primo ministro, presidente del Consiglio per lo sviluppo dei progetti prioritari nazionali e presidente del Presidio del Consiglio
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Nel 2008 Putin è stato costretto a lasciare la presidenza a causa della limitazione del doppio mandato prevista dalla Costituzione. Così Medvedev è stato scelto come candidato alle presidenziali dal partito, e nel maggio 2008 è stato eletto. Mentre lo stesso Putin ha fatto un mandato da premier, Medvedev ha ricoperto la più alta carica della Federazione russa fino al maggio del 2012

In apparenza più liberale del suo predecessore, Medvedev ha portato avanti un programma di modernizzazione del Paese. Durante il suo mandato, ha firmato il trattato di riduzione delle armi nucleari New START con gli Usa di Obama (in foto). La Russia ha poi combattuto e vinto la seconda guerra in Ossezia del Sud. Medvedev ha anche lanciato una campagna anticorruzione. In anni più recenti l’oppositore Alexei Navalny ha però lanciato proprio su di lui pesanti accuse di corruzione

L’8 maggio 2012, al termine del mandato presidenziale, Putin è tornato al comando e Medvedev è stato nominato primo ministro, carica che gli è stata rinnovata nel 2018 e che ha mantenuto fino al 2020. Nel mentre è diventato anche leader del partito Russia Unita

Medvedev, insieme a tutto il suo gabinetto, si è dimesso il 15 gennaio 2020, dopo che Putin ha pronunciato il discorso presidenziale all'Assemblea federale, in cui ha proposto diversi emendamenti alla Costituzione, approvati tramite referendum. È stata una mossa per consentire a Putin di apportare le radicali modifiche costituzionali
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Lo stesso giorno Putin ha nominato Medvedev nel nuovo ufficio di vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, incarico che tuttora ricopre. Da quando è iniziato il conflitto in Ucraina si è schierato apertamente per l’invasione. Ha chiesto la reintroduzione della pena di morte, ha minacciato più volte le aziende occidentali e gli Usa