Sparatoria Cracovia, in salvo studenti e turisti italiani

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In piazza del Mercato, nel pomeriggio della sparatoria, 34 studenti e 3 accompagnatori del liceo "Ugo Foscolo" di Albano Laziale. Stanno tutti bene, nessuno è dovuto ricorrere a cure mediche. Un turista bolognese racconta sui social la sua esperienza

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In piazza del Mercato, a Cracovia, durante la sparatoria di sabato 7 novembre c'erano anche 34 studenti e 3 accompagnatori del liceo 'Ugo Foscolo' di Albano Laziale. Stanno tutti bene e nessuno è dovuto ricorrere a cure mediche. Studenti e accompagnatori sono stati messi in sicurezza dall'ambasciata d'Italia, che ha inviato il direttore dell'Istituto di cultura d Cracovia e la console onoraria. Il rientro in Italia verrà gestito dalla loro agenzia di viaggio; tuttavia, se avessero difficoltà a trovare un singolo volo, si organizzeranno per gruppi con l'assistenza della Farnesina.

La conferma di Tajani

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha seguito gli eventi. "Confermo che oggi erano presenti nell'area della Piazza del Mercato anche 34 studenti e 3 accompagnatori di un liceo di Albano Laziale - ha detto - l'ambasciatore ha chiesto alla console onoraria e al direttore dell'Istituto di cultura di recarsi sul posto. I due funzionari hanno aiutato il gruppo prima a riunirsi e poi a rifugiarsi in un luogo sicuro. Hanno perso il volo che era previsto per questa sera, ma rientreranno in Italia domani. Continueranno a essere seguiti dalla nostra Ambasciata, dal direttore e dalla console: ringrazio loro e tutti i funzionari della Farnesina che oggi anche a Roma come sempre hanno lavorato a protezione di cittadini italiani nel mondo". 

Il racconto sui social del turista bolognese

Ha invece affidato il suo racconto ai social Umberto Orsini, dirigente in un’azienda dentale con sede a Modena, in vacanza nella città polacca. “Doveva essere un weekend spensierato a Cracovia…”, esordisce, “eravamo fermi davanti a Zara quando ho detto ai miei amici: “Ragazzi, dai, andiamo a prenderci un caffè all’Hard Rock. Un minuto dopo, proprio dove eravamo noi è iniziata una sparatoria. Solo successivamente abbiamo scoperto che un uomo, a bordo di un’auto e armato di un fucile di tipo militare, stava attraversando il centro sparando indiscriminatamente sulla folla”.

Orsini racconta quei momenti di paura: “Ci siamo rifugiati nel locale tra le grida, salendo ai piani alti dall’uscita d’emergenza. Quando siamo riusciti a uscire, abbiamo visto la vetrina di Zara in mille pezzi e una persona a terra, esattamente nel punto in cui ci trovavamo pochi istanti prima. È stato in quel momento che mi sono venute le lacrime agli occhi. Bastava un minuto. Un minuto soltanto. Sono ancora sotto shock, ma immensamente grato di essermi sentito come protetto da qualcosa che mi ha guidato ad allontanarci. Il pensiero, però, va a quelle 5 persone che hanno perso la vita, e quanto sia sottile il confine tra esserci ancora e non esserci più, perché non c’è bisogno di aspettare un altro domani per dare valore alla vita che abbiamo oggi”.

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