Il Paese, domenica 25 ottobre, è chiamato alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali. I candidati sono 27: se nessuno di loro riuscirà a vincere, l’1 novembre ci sarà il ballottaggio tra i due nomi più votati. Secondo i sondaggi, la sfida dovrebbe essere tra Ilijana Jotova, presidente in carica sostenuta da Bulgaria progressista del premier Rumen Radev, e Andrey Gyurov, liberale ed europeista
Domenica 25 ottobre, in Bulgaria, si tengono le elezioni presidenziali: il Paese, domani, è chiamato a scegliere il prossimo capo dello Stato. I candidati in questo primo turno sono 27: se nessuno di loro riuscirà a vincere, ottenendo la maggioranza assoluta dei voti (50% + 1) con un'affluenza oltre il 50% degli aventi diritto, ci sarà il secondo turno domenica 1 novembre e il ballottaggio tra i due nomi più votati. Secondo i sondaggi, la sfida dovrebbe essere tra Ilijana Jotova, presidente in carica sostenuta dal Partito socialista e da Bulgaria progressista, e Andrey Gyurov, ex primo ministro liberale ed europeista.
Le elezioni presidenziali in Bulgaria
I cittadini bulgari chiamati alle urne in questo primo turno delle elezioni presidenziali sono circa 6,5 milioni. I seggi resteranno aperti domenica 25 ottobre 2026 dalle 7 alle 20 ora locale (dalle 6 alle 19 in Italia). Gli scrutini dovrebbero partire subito dopo. L’eventuale ballottaggio è in programma domenica 1 novembre. Il giuramento di chi vince è previsto nel gennaio del 2027.
Come si elegge il presidente
La Bulgaria è una Repubblica parlamentare: i poteri del capo dello Stato sono limitati e per lo più rappresentativi, ma il presidente viene comunque eletto a suffragio universale. Il suo mandato è di cinque anni e può essere rinnovato una sola volta.
Le elezioni del 2021 e il cambio di poltrona
Queste del 2026 sono elezioni presidenziali regolari, a cinque anni di distanza dalle precedenti che si sono tenute nel 2021. Tuttavia, al momento sulla poltrona di presidente c’è un nome diverso da quello uscito dalle urne: nel 2021, infatti, era stato confermato per un secondo mandato Rumen Radev, che aveva vinto anche nel 2016. Lo scorso gennaio, a sorpresa, Radev si è dimesso dalla carica di presidente per partecipare alle elezioni parlamentari che si sono tenute ad aprile: a prendere il suo posto, dal 23 gennaio 2026, è stata la vicepresidente Ilijana Jotova, ora presidente in carica, mentre Rumen Radev è diventato primo ministro dopo la vittoria del suo (neonato) movimento politico Bulgaria progressista.
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I candidati e i sondaggi
Come detto, il 25 ottobre 2026 i candidati alla carica di presidente sono 27: si tratta di un numero record nella storia elettorale della Bulgaria. Tuttavia, secondo i sondaggi, i candidati principali sono tre: Ilijana Jotova, Andrey Gyurov e Kostadin Kostadinov. La favorita della vigilia, spiegano gli esperti, è Ilijana Jotova: presidente in carica, prima donna a ricoprire questo ruolo nel Paese, è appoggiata dal partito Bulgaria progressista (Pb) dell'attuale premier – ed ex capo dello Stato - Rumen Radev. Se il primo posto di Ilijana Jotova è considerato dagli osservatori alquanto scontato, il dubbio è se riuscirà a conquistare - o meglio, mantenere - la poltrona di presidente al primo turno: per farlo, dovrebbe registrarsi un'affluenza alle urne superiore al 50% degli aventi diritto e una maggioranza delle preferenze a suo favore. In caso contrario, si andrà al ballottaggio una settimana dopo. Secondo i sondaggi, a quel punto la sfida al secondo turno dovrebbe essere tra Ilijana Jotova e Andrey Gyurov, candidato dell'opposizione filoeuropea appoggiato da Democratic Bulgaria e dai liberali di Continuiamo il cambiamento (Pp). Al terzo posto, secondo i sondaggi, dovrebbe piazzarsi Kostadin Kostadinov, leader del partito nazionalista Vazrazhdane (Rinascita). Per gli altri 24 nomi, invece, ci sarebbero scarse possibilità di successo.
I temi della campagna elettorale
La Bulgaria è un Paese membro dell’Unione europea e della Nato. Tra i temi che hanno dominato questa campagna elettorale ci sono la guerra nella vicina Ucraina e le sue ripercussioni, la sicurezza nazionale, i rapporti con la Russia, i legami con l’Occidente e le altre tensioni geopolitiche ed economiche. Sul fronte interno, invece, tra gli argomenti al centro del dibattito ci sono la lotta alla corruzione, il rispetto dello Stato di diritto e la stabilità politica, in un Paese segnato da anni dalla frammentazione di partiti e movimenti e da una lunga serie di elezioni anticipate.