Bulgaria, ex presidente Radev ha vinto le elezioni parlamentari con oltre il 44%

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"Vittoria della speranza'', ha dichiarato il politico filorusso. Alle elezioni parlamentari, dopo che è stato scrutinato il 60,79% delle schede

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L'ex presidente bulgaro Rumen Radev ha conquistato il primo posto alle elezioni parlamentari con il 44,58% dei voti. Il suo programma filo-russo ma anticorruzione ha riscosso un forte consenso tra gli elettori del Paese più povero dell'Unione europea. Secondo i dati non ancora definitivi ma ormai sicuri, questo risultato conferisce alla coalizione "Bulgaria Progressista" di Radev, guidata dal 62enne, la maggioranza assoluta di almeno 132 seggi nel parlamento di 240 seggi. Radev, che ha guidato il Paese dal 2017 al 2026, si è dimesso a gennaio per candidarsi alle elezioni parlamentari, e la sua vittoria rimescola le carte per la formazione del governo. Radev è nettamente in vantaggio sui conservatori (Gerb) dell'ex primo ministro Boyko Borissov, che guidava il precedente governo, e sui liberali del Pp-Db, che hanno ottenuto rispettivamente il 13,01% e il 14,26%, secondo i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale centrale, basati sul 60,79% delle schede scrutinate.

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 Radev: “Vittoria della speranza”

Una "Vittoria della speranza'', come lui stesso l'ha definita, quella ottenuta dall'ex presidente della Bulgaria Rumen Radev alle elezioni parlamentari, dopo che è stato scrutinato il 60,79% delle schede. Scrutinio che, come si legge sul sito della Commissione elettorale centrale, permette al partito Bulgaria Progressista di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento con circa il 45% delle preferenze e almeno 132 seggi  dei 240 totali. "Bulgaria Progressista ha vinto in modo inequivocabile: una vittoria della speranza sulla sfiducia, una vittoria della libertà sulla paura", ha dichiarato Radev ai giornalisti  a Sofia. "Credetemi, una Bulgaria forte e un'Europa forte hanno bisogno di pensiero critico e pragmatismo. L'Europa è caduta vittima della propria ambizione di essere un leader morale in un mondo con nuove regole", ha aggiunto l'ex generale dell'aeronautica. 

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L’affluenza alle urne superiore al 50%

L'affluenza alle urne, superiore al 50%, la più alta dal 2021, secondo l'istituto di sondaggi Market Links, dimostra che Radev rappresenta, per una parte dei bulgari, un'opportunità di unità. L'affluenza era scesa al 39% nelle elezioni del 2024, a testimonianza della diffusa sfiducia dei bulgari nei confronti della politica. «Abbiamo superato l'apatia», ha esultato Rumen Radev rivolgendosi ai suoi sostenitori. «Questa è una vittoria della speranza sulla sfiducia, una vittoria della libertà sulla paura», ha aggiunto. «La Bulgaria si impegnerà a proseguire il suo percorso europeo, ma credetemi, una Bulgaria forte e un'Europa forte hanno bisogno di pensiero critico e pragmatismo», ha affermato, continuando dicendo che «L'Europa è caduta vittima della propria ambizione di essere una guida morale in un mondo governato da nuove regole». Prima delle elezioni, Radev aveva dichiarato di condividere la posizione di Ungheria e Slovacchia sull'invio di armi all'Ucraina, ritenendo che «non ne vedesse il beneficio per il suo povero Paese». Tuttavia, senza «porre il veto» a Bruxelles, ha tenuto a precisare venerdì sul canale bTV, consapevole dei vantaggi che il suo Paese di 6,5 milioni di abitanti ha tratto dall'appartenenza all'Ue dal 2007.

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Il suo programma

In gennaio Radev, ex top gun ed ex comandante dell'aeronautica, 62 anni, in un atto senza precedenti, annunciò le sue dimissioni dalla presidenza e dichiarò di voler scendere in campo per "distruggere il modello oligarchico e combattere la mafia infiltratasi in tutti i livelli di governo del Paese" grazie, secondo lui, ai governi conservatori del Gerb, con la tacita complicità del partito della minoranza turca (Dps). Partiti con i quali ha detto di non voler avere niente a che fare se anche non avesse superato il 50%. Se gli slogan programmatici anti corruzione e anti oligarchi sono ben chiari sul piano nazionale, non lo sono altrettanto le posizioni in politica estera. Radev da presidente aveva chiesto, senza ottenerlo dal Parlamento, un referendum sull'entrata della Bulgaria nell'euro in quanto "prematura". 

Sull' Ucraina

Sull'Ucraina Radev, ex comandante dell'aeronautica militare, pare assai cauto: sì, "la Russia è un aggressore", ha sempre ammesso, ma la questione va risolta "non con le armi ma con la diplomazia". Nei giorni scorsi è stato più chiaro e categorico: "Non si deve prestare aiuto militare e finanziario all'Ucraina. Non sono filorusso, ho una posizione filobulgara, cioè realistica. Su Kiev, si stanno prendendo decisioni avventate, che non tengono conto delle conseguenze. Questo sta portando la Bulgaria e l'Ue verso una crisi". Per queste sue posizioni diversi osservatori in Bulgaria e all'estero lo hanno definito "filorusso ed euroscettico", addirittura un potenziale "nuovo Orbán", definizioni eccessive secondo altri analisti.

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