Tra i temi degli elaborati difensivi, la misura del piede di Sempio, più grande della scarpa che lasciò la nota impronta con suola a pallini: la traccia palmare 33 non attribuibile e senza sangue
È atteso per fine mattinata il deposito materiale, in Procura a Pavia, delle cinque consulenze che la difesa di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi, ha preparato nelle ultime settimane dopo la chiusura della seconda indagine sul delitto del 13 agosto 2007 avvenuto a Garlasco (per cui è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi). Obiettivo dei legali di Sempio, come ha spiegato lui stesso nell’intervista esclusiva rilasciata a Sky TG24, è quello di ribattere punto su punto alle ultime relazioni dei pm che chiederanno il processo per il 38enne. Ai microfoni di Diletta Giuffrida, Sempio ha sottolineato che si augurerebbe "di non arrivare al vero e proprio processo. Da un lato sono contento che finalmente sia stata chiusa l'indagine".
Le consulenze della difesa
Tra i temi degli elaborati difensivi, la misura del piede di Sempio, più grande della scarpa che lasciò la nota impronta con suola a pallini (la traccia palmare 33 non attribuibile e senza sangue). Ma anche il Dna sulla unghie della vittima con esiti di compatibilità non affidabili e parziali, oltre ad alcune contro-deduzioni medico legali su dinamica del delitto, lesioni e orario della morte. L'avvocata Angela Taccia, che assiste Sempio con il collega Liborio Cataliotti, ascolterà, come ha fatto negli ultimi giorni, le intercettazioni non rilevanti, quelle non depositate nel fascicolo, in Procura. Dopo la chiusura indagini e il deposito delle consulenze difensive, la Procura chiederà il processo per il 38enne. In linea teorica, da codice, ha nove mesi di tempo dopo la chiusura per esercitare l'azione penale. Poi, la palla passerà ad un gup. Intanto, si attende ancora il deposito della richiesta di revisione alla Corte d'Appello di Brescia da parte della difesa di Stasi. Il procedimento di revisione e quello a carico di Sempio si potrebbero intrecciare, tanto che la difesa del commesso potrebbe sollevare una questione di legittimità costituzionale davanti al gup, se non sarà ancora arrivato un giudizio sull'istanza di revisione, essendoci un condannato definitivo e un imputato per lo stesso fatto e non in concorso.