L'organizzazione internazionale Humane World for Animals ha condotto un'operazione in uno degli ultimi allevamenti rimasti attivi nel Paese
La Corea del Sud è pronta a bandire la macellazione e il consumo di carne di cane. Il divieto totale sarà effettivo a partire dal febbraio del 2027 ma non è ancora in vigore. E proprio in questo contesto, in un momento in cui chi finora ha fatto affari nel settore cerca di affrettarsi a uccidere e vendere gli ultimi cani a sua disposizione, è arrivata l’operazione di salvataggio di 70 esemplari da un allevamento di Gangjn che era arrivato a macellare fino a 1000 animali all’anno operata dall’organizzazione Humane World for Animals. I cani salvati appartengono a razze quali Jindo, pastore tedesco, incroci di corgi, husky e spitz.
La segnalazione di un cittadino
Il salvataggio è stato possibile grazie alla segnalazione di un cittadino che aveva segnalato l’allevamento a un’organizzazione locale per la protezione degli animali. Questa ha collaborato con Humane World for Animals informando le autorità locali che hanno accusato la fattoria di aver violato le norme dell’Animal Protection Act. Il proprietario dell’allevamento ha quindi accettato di cedere i cani a Humane World for Animals e ha firmato un impegno scritto a non proseguire la sua attività di commercio della carne di cane.
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L'accordo con l'allevatore
L’allevatore, ottantenne, ha accettato di affidare i cani rimasti a Hwa - che da tempo promuove analoghe iniziative di salvataggio e di sensibilizzazione in Vietnam, Indonesia e India, ma anche in Cina con una partnership con un gruppo locale di protezione animali - e di sottoscrivere un impegno scritto a non contribuire più al commercio della carne di cane, assicurando così che i cani potessero essere salvati e affidati a nuove famiglie, anziché destinati alla macellazione, e che nessun altro cane fosse più esposto a tale rischio.
Una pratica sempre più rara
Il consumo di carne canina è sempre più raro in Corea del Sud e in tutto l’oriente, molti degli allevamenti un tempo attivi sono già stati chiusi, ma alcuni restano aperti e Human World for Animals, unica organizzazione internazionale a operare questo tipo di salvataggi coordinando l’adozione degli esemplari salvati in Paesi come Corea del Sud, Vietnam, India e Cina, ha affermato che, secondo dati governativi, dall’approvazione del divieto nel febbraio del 2024, solo lo 0,3% dei cani ancora all’interno di allevamenti di questo tipo è stato tratto in salvo.
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La soddisfazione dell'organizzazione
Sangkyung Lee, responsabile delle campagne dell'associazione in Corea del Sud, ha espresso soddisfazione per il successo dell’operazione: “Questi 70 cani sono tra gli ultimissimi a soffrire in un’industria ormai al tramonto, e poterli trasferire negli Stati Uniti e in Canada, dove potranno iniziare una nuova vita insieme a famiglie amorevoli, ci sembra il modo perfetto per concludere la nostra missione decennale, proprio mentre la Corea del Sud inizia un nuovo capitolo nel suo rapporto con i cani, cominciando finalmente a considerarli come amici e non come cibo”.