Il Partito dell'autenticità e della modernità si è aggiudicato 97 seggi su 395. Adesso sarà Re Mohammed VI a indicare il nuovo capo del governo: in molti puntano su Fatima-Zahra Mansouri, sindaca di Marrakech e ministra uscente dell'Edilizia e dell'Urbanistica. Sarebbe la prima donna a guidare il Paese, alle prese tra la preparazione dei Mondiali di calcio 2030 e questioni sociali come la crisi migratoria e il malcontento della Gen Z. Affluenza ai minimi
Potrebbe essere una donna, per la prima volta nella storia, a guidare il prossimo governo del Marocco. Le elezioni parlamentari del 23 settembre hanno visto vincere il Pam, il Partito dell'autenticità e della modernità, che si è aggiudicato 97 seggi su 395. Ora spetta al Re Mohammed VI indicare il nuovo capo dell’esecutivo, essendo il Marocco una monarchia costituzionale: dovrà sceglierlo tra le fila del Pam, da sempre molto vicino al Palazzo. Le scommesse sono ancora aperte, ma in molti puntano su Fatima-Zahra Mansouri, alla guida del partito: è anche sindaca di Marrakech e ministra uscente dell'Edilizia e dell'Urbanistica. In lizza ci sono anche i due colleghi Mohamed Mehdi Bensaïd e Salaheddine Aboulghali, oltre a Faouzi Lakjaa, il presidente della Federazione di calcio nazionale, che da poco è entrato nel Pam, proprio mentre ci si prepara ai Mondiali di calcio del 2030.
La situazione in Marocco, dai Mondiali 2030 a Ceuta
Il prossimo governo avrà quindi il compito di traghettare il Marocco verso i Mondiali, una sfida che per il Paese vale 20 miliardi di dollari. Dovrà anche fare i conti con molti dei dossier che hanno pesato sulla bassa affluenza, dal malcontento per le diseguaglianze alla disillusione della Gen Z (messa bene in luce dai forti moti di protesta dello scorso anno), passando per la questione migratoria, sempre più al centro del dibattito dopo la crisi di quest’estate nell’exclave spagnola di Ceuta.
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I risultati delle elezioni in Marocco
Dopo il Pam, il secondo partito più votato è stato il Raggruppamento nazionale degli indipendenti, Rni, che aveva avuto la maggioranza nella legislatura appena chiusa e che conquista 66 seggi. Poi ci sono l'Istqlal (61 seggi), i filo-islamisti del PJD (54) e il Movimento popolare (29).
Male l’affluenza, uno dei dati più bassi di sempre
Quasi sei milioni di cittadini sono andati alle urne, con un’affluenza finale del 38,08%, uno dei dati più bassi mai registrati nella storia costituzionale del Marocco. Nel 2021 era stata del 50,88% e nel 2016 del 42,47%. In tutto, sarebbero 27 milioni i potenziali elettori.