A Roma le celebrazioni per l'Indipendenza del Messico
Mondo
Presso l'Ambasciata si è svolta una delle ricorrenze più importanti dell’anno, la tradizionale cerimonia per l’Indipendenza del Paese. “La relazione tra Messico e Italia è forte, fondata sulla fiducia reciproca, sull’amicizia e su obiettivi condivisi”, ha dichiarato l’Ambasciatore Genaro Lozano
Roma si è tinta dei colori messicani. Martedì 15 settembre si è celebrata, presso l’Ambasciata del Messico in Italia, la tradizionale cerimonia per l’Indipendenza del Paese. Una serata che ha riunito oltre alle autorità civili e militari e ai rappresentanti del corpo diplomatico accreditato a Roma, tutta la comunità messicana e italo-messicana residente in Italia.
Si tratta, per il Messico, di una delle ricorrenze più importanti dell’anno, che affonda le sue radici nel 1810, quando Miguel Hidalgo pronunciò il celebre “Grito de Dolores” – dal nome dell’omonima cittadina – dando avvio al processo che avrebbe portato il Paese all’indipendenza. Da allora, ogni anno, le comunità messicane in tutto il mondo rinnovano questa tradizione.
Le celebrazioni del 2026
La cerimonia si è aperta con la consegna del Reconocimiento Ohtli 2026 al Telefono Rosa, volto a valorizzare l’impegno dell’associazione al fianco delle donne messicane e italo-messicane in Italia e il lavoro quotidiano di sostegno e vicinanza alla comunità.
L’ambasciatore del Messico in Italia, Genaro Lozano, ha poi pronunciato il tradizionale discorso istituzionale, rivolgendosi alle comunità presenti e agli ospiti della serata, prima del tradizionale “Grito de Independencia”.
“Porto con me per tutti voi il più caloroso abbraccio e il profondo affetto della presidenta Sheinbaum, che mi ha nuovamente affidato il compito di mantenere con l’Italia un rapporto di profonda amicizia, rispetto e fiducia reciproca, nonché di dedicare la massima attenzione alla nostra comunità messicana – ha dichiarato l’Amb. Lozano – La relazione tra Messico e Italia è forte, fondata sulla fiducia reciproca, sull’amicizia e su obiettivi condivisi, che si traducono in una stretta cooperazione in materia di sicurezza, in scambi commerciali sempre più intensi, in un dialogo politico molto proficuo, nel confronto sulla protezione delle nostre comunità, in una feconda diplomazia parlamentare e in una collaborazione senza precedenti nel campo culturale”.
Protagonista della serata anche lo Stato di Veracruz, grazie alla partecipazione del gruppo musicale e delle ballerine Nematatlín, diretti dal maestro Salvador Peña Cadeza, che hanno portato all’interno dell’Ambasciata le sonorità e le danze del son jarocho, una delle espressioni più rappresentative della cultura veracruzana.
La celebrazione del 15 settembre ha confermato, ancora una volta, il valore della cultura come spazio di incontro e di dialogo, capace di mantenere vivi i legami con le proprie radici e, allo stesso tempo, di costruire nuove relazioni con il nostro Paese.