Elezioni in Svezia, i candidati alle parlamentari e lo scenario politico

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Introduzione

Sono in programma domenica 13 settembre le elezioni parlamentari in Svezia. La coalizione di destra che governa il Paese dal 2022, guidata dal primo ministro in carica Ulf Kristersson, cerca la riconferma - che appare difficile dagli ultimi sondaggi - mentre l’ex premier socialdemocratica Magdalena Andersson punta a ribaltare il risultato delle ultime elezioni e tornare al timone del Paese.

Quello che devi sapere

Il sistema politico svedese

La Svezia è una monarchia costituzionale: l’attuale sovrano è Carlo XVI Gustavo, al trono dal 15 settembre 1975. Lo Stato è organizzato nella forma di una democrazia parlamentare, con il potere legislativo affidato dal Riksdag: si tratta di un Parlamento monocamerale composto da 349 membri eletti. Come in Italia, l’esecutivo del Paese ha bisogno della fiducia dell’assemblea per poter governare.

 

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Come funzionano le elezioni

Le elezioni politiche in Svezia si tengono ogni quattro anni, sempre durante la seconda domenica del mese di settembre. Dunque in questo 2026 il voto è in calendario il 13 settembre: sono circa 7 milioni le persone che possono votare. In quello stesso giorno, gli elettori sono chiamati non solo alle urne per scegliere il prossimo Parlamento ma anche per le elezioni regionali e locali: si svolge infatti un ‘election day’, nel quale tre diverse schede vanno presentate alle urne.

 

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Le regole per le elezioni

Alle elezioni politiche possono partecipare tutti i cittadini svedesi che abbiano compiuto 18 anni e che siano stati residenti nel Paese almeno una volta. Invece alle elezioni regionali e locali possono votare anche gli abitanti dell’Unione europea, dell’Islanda e della Norvegia registrati nelle diverse località. Per i cittadini extra-Ue è invece richiesta la residenza nel Paese da almeno 3 anni. Per quanto riguarda invece i candidati, per essere eletti in Parlamento è necessario avere almeno 18 anni ed essere cittadini della Svezia: il sistema di ripartizione dei seggi è proporzionale, con ogni partito che riceve una quota di parlamentari in base alla percentuale di voti raccolti.

Le elezioni del 2022

Le ultime elezioni politiche si sono tenute nel settembre del 2022: a vincere in quell’occasione è stata la coalizione di destra, che ha ottenuto il 49,6% dei voti contro il 48,9% dei consensi per la coalizione socialdemocratica guidata dall’allora premier Magdalena Andersson. Da allora la carica di primo ministro è stata occupata da Ulf Kristersson, leader del Partito Moderato alla guida di un governo di minoranza con il supporto della destra.

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Lo scenario politico in Svezia

Alle urne il 13 settembre si affrontano nuovamente i due grandi ‘blocchi’ che contraddistinguono la vita pubblica della Svezia: da una parte la coalizione di destra, che sostiene l’attuale premier Ulf Kristersson e con cui è allineato anche il movimento di estrema destra Democratici Svedesi; dall’altro i quattro partiti d’opposizione, guidati dai Socialdemocratici di Andersson, che puntano a tornare al governo del Paese dopo quattro anni all’opposizione.

La campagna elettorale in Svezia

Sono diversi i temi al centro dell’attenzione in questa campagna elettorale in vista del voto del 13 settembre: tra quelli che maggiormente stanno rimanendo al centro del dibattito pubblico ci sono - secondo quanto riportato da Reuters - il costo della vita, la sicurezza e il tasso di criminalità, l’immigrazione e le tensioni energetiche globali. Inoltre anche i temi ambientali stanno acquisendo via via una maggiore centralità nelle discussioni politiche.

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Cosa dicono i sondaggi

Gli ultimi sondaggi di fine agosto, ancora secondo quanto citato da Reuters, mostrano un ampio vantaggio per l’opposizione guidata dai Socialdemocratici: i quattro partiti sono infatti accreditati in totale del 50,6% delle preferenze. Il blocco che sostiene il primo ministro uscente Ulf Kristersson, invece, è distanziato di cinque punti percentuali al 45,6%. Un dato che, se confermato, rappresenterebbe una perdita di 4 punti rispetto alle scorse elezioni ma anche un recupero nelle ultime settimane di campagna elettorale: a giugno infatti i sondaggi indicavano un consenso intorno al 44,2%.

 

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