Sono oltre 900 i dipendenti e gli operai dei siti idroelettrici nepalesi nell'elenco dei dispersi. I soccorritori nepalesi sono riusciti a estrarre vive due persone da una galleria nel nord del Paese, dove erano rimasti intrappolati dallo scorso 26 agosto. È salito, intanto, a 1.259 il numero delle persone che hanno perso la vita nella violenta inondazione che ha colpito il Nepal e il Tibet, mentre altre 5.083 persone risultano al momento disperse
I soccorritori nepalesi sono riusciti a estrarre vivi due operai da una galleria nel nord del Paese, dove erano rimasti intrappolati dalla catastrofica alluvione dello scorso 26 agosto. "Siamo stati informati che una persona è stata appena tratta in salvo dalla galleria Trishuli-3", ha dichiarato il Ministro dell'Energia Biraj Bhakta Shrestha. "Abbiamo appena appreso che una seconda persona è stata salvata", ha aggiunto poco dopo il suo collega, il Ministro dell'Interno Sudan Gurung.
I soccorsi
Decine di soccorritori nepalesi, assistiti da esperti provenienti da India, Cina e Corea del Sud hanno lavorato instancabilmente per una settimana per farsi strada attraverso diversi tunnel ostruiti dall'inondazione nei cantieri di costruzione di dighe e impianti idroelettrici. Subito dopo il disastro, le autorità nepalesi avevano stimato che circa un centinaio di lavoratori potessero essere rimasti intrappolati nel solo tunnel Trishuli-3. Fino a venerdì, le squadre avevano recuperato solo pochi corpi dai tunnel della regione, invasi da acqua e fango, nei quali si stavano aprendo faticosamente un varco utilizzando esplosivi ed escavatori.
Il bilancio delle vittime e dei dispersi
È salito, intanto, a 1.259 il numero delle persone che hanno perso la vita nella violenta inondazione che ha colpito il Nepal, mentre altre 5.083 persone risultano al momento disperse: lo afferma l'agenzia nepalese per la gestione delle catastrofi, citata dall'agenzia Afp. Mercoledì l'agenzia statale nepalese per la gestione dei disastri aveva riferito di 1.204 persone morte e 4.216 disperse. Si registra quindi un forte aumento delle persone disperse, stando a questi dati. Nel vicino Tibet, secondo i dati ufficiali, 21 persone sono morte e altre 541 risultano al momento disperse. Alcuni attivisti - riporta la France Presse - accusano il governo cinese di sottostimare il numero delle vittime della tragedia.
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Il piano
Secondo quanto riportato da Channel NewsAsia il Nepal intende ricostruire un sistema di allerta precoce per le frane lungo un tratto del confine con la Cina, installando sensori sismici, telecamere e un collegamento satellitare. Le apparecchiature saranno installate inizialmente a Timure, un insediamento nel distretto di Rasuwa, lungo lo stesso corridoio fluviale al confine con la Cina attraversato dall'enorme massa di fango, acqua e rocce provocata dal collasso di un ghiacciaio. Il collegamento satellitare Vsat dovrebbe garantire la comunicazione con le stazioni di monitoraggio anche in caso di interruzione delle reti mobili. L'alluvione di nove giorni fa aveva infatti messo fuori uso almeno quattro stazioni di rilevamento nella zona di confine. Un nuovo sistema di allerta potrebbe garantire alle autorità solo pochi minuti per avvertire le comunità a valle in caso di un nuovo evento provocato da una frana.